Filtra per categoria

[INCENTIVI] Legge Di Stabilità 2017: Gestione Separata Inps Per Lav Autonomi Con Partita Iva, L’aliquota Scende Al 25%

Dal prossimo primo gennaio, in base al disegno di legge di Bilancio 2017, diminuirà di due punti l’aliquota contributiva dovuta alla Gestione separata Inps da parte dei lavoratori autonomi in possesso di partita Iva, non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o pensionati.

In luogo del paventato aumento di due punti, che avrebbe dovuto scattare dal prossimo anno, l’attuale aliquota del 27 per cento scende al 25 per cento, avvicinandosi così alla contribuzione dovuta da artigiani e commercianti. A questa aliquota, destinata al finanziamento del trattamento pensionistico, si aggiunge lo 0,72 per cento che va, invece, a finanziare le tutele previdenziali (malattia, maternità, ecc..). Rimane, invece, ferma al 24 per cento la contribuzione dovuta dagli iscritti alla Gestione separata titolari di pensione o obbligatoriamente iscritti ad altro ente o istituto previdenziale. Con questa modifica, dal 1° gennaio 2017 gli iscritti alla Gestione Inps del lavoro autonomo potranno quindi essere assoggettati ad una delle seguenti aliquote:

professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e non pensionati: 25,72% (25 Ivs + 0,72 aliquota aggiuntiva);

collaboratori coordinati e continuativi e figure assimilate: 32,72%. (32,00 Ivs + 0,72 aliquota aggiuntiva);

soggetti titolari di pensione o iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie : 24 per cento.

Dal prossimo primo gennaio scatta, infatti, anche il programmato aumento di un punto per gli iscritti non titolari di partita iva (collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società ed enti, ecc..) non iscritti ad altre casse e non pensionati, per i quali la ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente è stabilita nella misura, rispettivamente, di un terzo e due terzi. L’obbligo del versamento all’istituto di previdenza è però posto a carico del committente, con le conseguenti ripercussioni sanzionatorie in caso di inadempienza.

Per i professionisti, invece, l’onere contributivo e` a totale carico degli stessi e il versamento deve essere eseguito, tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2016 primo e secondo acconto 2017). Il professionista può, però, addebitare al cliente – esponendolo in parcella – il 4 per cento del fatturato a titolo di contributo previdenziale.

Il versamento dei contributi è dovuto entro i limiti del massimale annuo, pari e 100.324 euro (per il 2016), mentre non opera alcun minimale contrariamente a quanto avviene per artigiani e commercianti. Tuttavia, l’accredito dei contributi ai fini del diritto alle prestazioni è condizionato dal versamento di un importo annuale di contributi pari a quello che si ottiene applicando l’aliquota dovuta al minimale della gestione dei commercianti, pari – per l’anno 2016- a 15.548 euro. Il versamento di contributi minori comporta la riduzione proporzionale del periodo coperto dalla contribuzione.

 

 

-->