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Recesso possibile dopo le giustificazioni

Anche se il lavoratore ha presentato le giustificazioni prima del decorso integrale dei 5 giorni previsto dall’articolo 7, comma 5, della Legge n. 300/1970, il termine finale per l’irrogazione della misura sanzionatoria espulsiva del licenziamento previsto dal contratto collettivo decorre, comunque, dalla scadenza del termine di legge per le controdeduzioni.

La Corte di cassazione ha sostenuto questo principio con la sentenza n. 8180 , depositata il 22 aprile scorso, nella quale ha ritenuto corretta l’iniziativa datoriale di far decorrere il termine contrattuale per l’irrogazione del licenziamento per giusta causa non dalla data in cui il lavoratore aveva reso le proprie giustificazioni, ma da quella successiva in cui era venuto a scadenza il termine massimo di 5 giorni previsto ex lege.

Il caso esaminato dalla Corte di cassazione era relativo al licenziamento in tronco inflitto ad un dipendente che si era reso responsabile di un alterco con un altro lavoratore dell’impresa all’interno dei locali aziendali, con passaggio alle vie di fatto e azioni violente. L’impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore, già rigettata in primo e secondo grado, era stata riproposta con il giudizio di legittimità sul presupposto, tra l’altro, che il licenziamento fosse stato irrogato oltre il termine massimo per l’adozione delle sanzioni disciplinari, fissato dal contratto collettivo in 5 giorni lavorativi.

La difesa del lavoratore sosteneva, in questo senso, che il decorso del termine finale dovesse essere conteggiato a partire dalla data in cui il dipendente aveva compiutamente esercitato il proprio diritto di rendere le giustificazioni, laddove non si poteva, viceversa, sostenere che i 5 giorni lavorativi per l’adozione della sanzione espulsiva dovessero decorrere solo dal successivo termine finale previsto ex lege per l’esercizio delle difese.

Ripercorrendo un consolidato insegnamento della giurisprudenza di legittimità, la Cassazione osserva che il termine di 5 giorni posto dalla norma statutaria per le giustificazioni è diretto a tutelare il diritto di difesa del lavoratore e, quindi, non ad impedire che la sanzione disciplinare sia comminata prima del decorso dell’intervallo temporale di legge, bensì ad evitare che l’intimazione del provvedimento sanzionatorio avvenga prima dell’integrale decorso del termine se il lavoratore non ha ancora reso le giustificazioni.

La finalità della norma è unicamente quella di impedire, secondo quanto indicato dai guidici di legittimità, che il datore possa determinarsi ad infliggere la sanzione prima che il lavoratore, all’interno del periodo massimo di 5 giorni dalla comunicazione dell’addebito, abbia potuto rendere compiutamente le proprie controdeduzioni. In questo contesto, laddove il diritto di difesa sia stato esercitato senza riserve da parte del lavoratore prima del decorso integrale dei 5 giorni, il datore di lavoro ha la possibilità, ma non l’obbligo, di irrogare il licenziamento prima della scadenza dell’intervallo temporale massimo.

Conclude la Cassazione, alla luce di questa interpretazione, che il termine finale previsto dal contratto collettivo per l’adozione del licenziamento disciplinare si calcola, in ogni caso, a partire dalla scadenza dei 5 giorni per le giustificazioni, anche se il lavoratore ha reso le giustificazioni in una data antecedente.

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