Filtra per categoria

Appalto pagato a ore, il contraente diventa sostituto d’imposta

La mancanza di beni strumentali e di figure professionali in grado di dirigere i cantieri e la determinazione dei corrispettivi in base alle ore anziché agli stati di avanzamento lavori (Sal) fanno presumere l’intermediazione abusiva di manodopera.

Di conseguenza, l’appaltante che utilizza tali prestazioni smette di essere tale e diventa datore di lavoro e sostituto d’imposta. Così si è espressa la Commissione tributaria di II grado di Bolzano, nelle sentenze 6/2/16 e 7/2/16 (Presidente Ranzi, relatore Macaluso).
La Guardia di finanza aveva contestato a una cooperativa edilizia l’intermediazione abusiva di manodopera, per essersi avvalsa delle prestazioni di una Srl che aveva effettuato a suo favore una mera fornitura di lavoratori, nonostante un contratto di subappalto.

Basandosi sul Pvc, l’amministrazione considera i lavoratori della Srl come dipendenti della cooperativa, recupera in capo a quest’ultima – tra l’altro – le ritenute fiscali Irpef e le addizionali non effettuate come sostituto d’imposta.

La cooperativa ricorre affermando che:

  • i rapporti con la Srl sono regolati da uno specifico contratto di subappalto;
  • le prestazioni sono pagate a un corrispettivo orario fisso di 23 euro;
  • il rischio d’impresa è in capo alla subappaltatrice perché il corrispettivo orario non può essere variato.

Dal punto di vista fiscale la fornitura di manodopera è stata presunta in base a dichiarazioni confermative di soci e consulenti della Srl, riassunte genericamente nel Pvc e tali da non costituire – secondo il contribuente – presunzioni gravi, precise e concordanti.

L’amministrazione resiste, affermando tra l’altro che la Srl non ha potere direttivo nell’esecuzione dei lavori ed è senza attrezzature.

Il giudice di primo grado accoglie il ricorso e l’amministrazione impugna la pronuncia. Il giudice d’appello riforma la sentenza impugnata e conferma la bontà degli accertamenti perché:

  • l’esecuzione del contratto di appalto in mancanza di attrezzature e figure direttive in grado di coordinare i cantieri e la determinazione dei corrispettivi in base alle ore/lavoro prestate anziché ai Sal fanno escludere la prestazione dei servizi dell’appaltatrice e fanno sorgere per l’appaltante la qualifica di datore di lavoro e sostituto d’imposta;
  • le testimonianze confermative dei soci e consulenti dell’appaltatrice, anche se verbalizzate nel Pvc in modo generico, hanno valore probatorio;
  • per confutare le argomentazioni dell’ufficio non può essere invocata la clausola che impedisce la revisione del prezzo orario. Infatti, in base all’articolo 1664 del Codice civile, la revisione è in ogni caso possibile se la differenza di prezzo è superiore a un decimo: livello che secondo i giudici sarebbe stato molto difficile da raggiungere in tempi di crisi anche se il contratto avesse consentito aumenti.

-->