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Modulabile la quota del Tfr da destinare ai fondi

I contratti di lavoro collettivi diventano una potente leva per incentivare la previdenza complementare.
La novità è contenuta in un emendamento alla legge concorrenza approvato ieri in commissione Industria al Senato. Raccogliendo le sollecitazioni della Covip, l’emendamento presentato da Maurizio Sacconi e Aldo Di Biagio (Ap) punta allo sviluppo delle adesioni.

La chiave è la possibilità rimessa direttamente alla contrattazione collettiva di determinare la quota minima di Tfr maturando da destinare alla previdenza complementare. L’obiettivo è agevolare le adesioni anche nelle aziende con meno di 50 dipendenti, per le quali si continua a riscontrare un tasso di penetrazione basso, «anche in ragione – sottolineava la Covip nella sua audizione al Senato – delle difficoltà connesse alla perdita integrale di tale forma di liquidità».

La modifica approvata ieri specifica poi che, in assenza di indicazioni da parte della contrattazione collettiva circa la quota destinata alla previdenza complementare, il conferimento continua a corrispondere al 100% del Tfr annualmente maturato.

In sostanza, la norma dà ampi margini di flessibilità alle parti che firmano contratti e accordi collettivi, anche aziendali. Secondo le osservazioni che erano state fatte dalla Covip, con questa novità «le fonti istitutive potrebbero definire la misura del Tfr maturando da destinare alla previdenza complementare nel modo più consono rispetto alle esigenze dei soggetti interessati dall’accordo».

Ieri, in commissione Industria, hanno ricevuto il via libera altri due emendamenti relativi al settore della previdenza complementare. Una modifica a prima firma Laura Bianconi (Ap) rende più flessibili i termini per il riscatto totale della posizione individuale maturata presso un fondo pensione in alcuni casi di invalidità permanente o per inoccupazione superiore a 48 mesi. Un ulteriore emendamento, a prima firma Cinzia Bonfrisco (Cor), prevede invece che nell’ambito del processo di riforma delle forme pensionistiche complementari il tavolo di lavoro dovrà prevedere anche «l’individuazione di forme di informazione mirata all’accrescimento dell’educazione finanziaria e previdenziale».

L’esame in commissione Industria, in una giornata segnata dall’ennesimo rinvio degli emendamenti ampiamente preannunciati dai relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap), è ripartito dall’inizio ed è arrivato fino all’articolo 24 che chiude il capitolo dedicato alle comunicazioni. Da segnalare il raddoppio del limite massimo delle multe da comminare alle compagnie di telecomunicazioni che non rispettano le norme sulla tutela dei consumatori e la possibilità di effettuare anche tramite credito telefonico le donazioni destinate a onlus e fondazioni che operano nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria. Un emendamento M5S – primo firmatario Gianluca Castaldi – interviene sul telemarketing: gli operatori potranno proseguire la conversazione solo se l’utente contattato darà esplicito consenso.

Ok anche all’emendamento che estende ai contratti già in vigore l’ultrattività della copertura delle polizze professionali, in pratica la garanzia che copre i danni avvenuti durante il periodo di validità della polizza, ma la cui richiesta di risarcimento da parte del cliente avviene dopo la cessazione dell’assicurazione.

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