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Welfare: cosa cambia con la legge di stabilità

La Legge di Stabilità 2016 rilancia il welfare aziendale.
Il comma 190 dell’articolo 1 della Legge n. 208 del 2015, infatti, riscrive l’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Con le modifiche introdotte viene ampliata la platea delle somme e servizi che possono rientrare tra quelle agevolate, nonché estese le modalità di corresponsione. Lo scopo del legislatore è dunque quello di consentire al datore di lavoro di erogare somme, valori e servizi a favore dei lavoratori in esenzione da contribuzione e imposizione fiscale.

Un vantaggio di grande portata, pertanto, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, in quanto consente l’azzeramento del cuneo fiscale. Inoltre, il datore di lavoro potrà portare in deduzione dalle imposte sui redditi le somme ed i valori corrisposti, salvo i limiti previsti dall’articolo 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Nel dettaglio, le modifiche introdotte al Testo Unico delle Imposte sui Redditi riguardano innanzitutto il comma 2 del citato articolo 51 nel quale vengono sostituite le lettere f) ed f)-bis ed aggiunta la nuova lettera f)-ter.

La nuova lettera f) prevede che sono da considerarsi escluse dalla base imponibile,l’utilizzazione di opere e servizi offerti dal datore di lavoro, riconosciuti volontariamente o sulla base di accordi collettivi o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, alla generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti, al coniuge, figli ed altri familiari di cui all’art.433 c.c. per le finalità di utilità sociale, quali educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto.

La novità rispetto al passato riguarda il superamento del limite vigente fino al 31 dicembre 2015, che consentiva di fruire dell’esenzione solo qualora la spesa fosse sostenuta dal datore di lavoro volontariamente e non in adempimento di un vincolo contrattuale (Agenzia delle Entrate Ris. n.26/E del 29 marzo 2010). Ciò ne limitava l’ambito di applicazione.

Dal 2016, invece, come abbiamo visto, possono essere riconosciute anche in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale.

Le successive lettere f-bis) e f-ter), invece, prevedono l’esclusione dalla base imponibile di somme, servizi e prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per la fruizione, da parte di coniuge, figli ed altri familiari di cui all’art.433 c.c., dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio, nonché per la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti a favore dei medesimi familiari.

Le agevolazioni previste per i familiari prescindono dal fatto che essi siano o meno a carico fiscalmente. Novità anche per quanto riguarda le modalità di erogazione. Mentre le somme, servizi e prestazioni, di cui alle citate lettere f-bis) e f-ter) non concorrono alla formazione della base imponibile anche se corrisposte in denaro, per quelle di cui alla lettera f) rimane il vincolo che limita l’esenzione unicamente alle erogazioni in natura. Di conseguenza, per queste ultime non si estende alle erogazioni sostitutive in denaro. Tuttavia, a rendere più semplice le modalità di erogazione da parte del datore di lavoro, la disposizione prevista dalla Legge di Stabilità interviene anche su tale aspetto.

In particolare, inserisce al citato articolo 51 il comma 3-bis disponendo che, ai fini dell’applicazione dei commi 2 e 3, l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.

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