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Dopo il Jobs Act: triplo esame sulle collaborazioni

Dal 1° gennaio 2016 alle collaborazioni organizzate dal committente si applica l’ identico trattamento retributivo, previdenziale, normativo e contrattuale di un rapporto di lavoro subordinato (articolo 2 del Dlgs 81/2015 ).
È importante dunque capire quando una collaborazione è considerata una prestazione di lavoro autonomo e quando invece può scattare l’equiparazione al lavoro subordinato.

La circolare de lministero del Lavoro 3/2016 – che chiama queste collaborazioni «etero-organizzate» – precisa che, affinché questo avvenga, devono verificarsi simultaneamente tre condizioni:
• che le prestazioni del collaboratore siano esclusivamente personali;
• che siano continuative;
• che abbiano modalità di esecuzione predisposte dal committente anche per tempi e luogo di lavoro.

La prima condizione è che la prestazione sia personale: il collaboratore non può essere una società di qualunque tipo, né, pur essendo una persona fisica, può farsi sostituire da altri; può però essere un piccolo imprenditore individuale. Nelle collaborazioni coordinate e continuative richiamate all’articolo 409 comma 3 del Codice di procedura civile , il criterio della personalità della prestazione risulta molto meno stringente. In questo caso, la prestazione è soltanto prevalentemente personale (invece che esclusivamente personale), e il collaboratore si può avvalere di beni strumentali e dell’aiuto di suoi collaboratori.

La seconda condizione è che la prestazione sia continuativa: in mancanza di una quantificazione, la più comune interpretazione è che la prestazione si svolga con una frequenza tale da far desumere sia l’interesse durevole del committente, sia l’impegno costante del collaboratore. L’impegno del collaboratore per una singola opera non può essere considerata una prestazione continuativa.

La terza condizione è che la prestazione sia organizzata anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Per i tempi, quando il committente è l’unico soggetto che decide la cadenza delle prestazioni, non c’è alcun dubbio che la condizione sia verificata in senso favorevole alla disciplina della subordinazione. Nel caso in cui il collaboratore decida invece da solo ovvero concordi con il committente le clausole dell’orario, o ancora abbia il diritto di dare o negare il consenso sull’orario stabilito dal committente, non c’è alcun dubbio che il rapporto non possa essere trattato come subordinato.

Ci sono però casi più articolati e di incerta valutazione. Ad esempio, il collaboratore può scegliere di lavorare dalle 8 alle 10 di mattina o dalle 11 alle 13, di giovedì o di sabato nell’orario stabilito dal committente: in queste ipotesi, pur in presenza di un diritto di scelta del lavoratore, si potrebbe rintracciare una prevalenza più o meno marcata degli interessi del committente. Al contrario, se il collaboratore è chiamato a svolgere e a fornire la prestazione a una data precisata ma entro una certa scadenza, in coincidenza ad esempio con un adempimento contabile, allora è ragionevole pensare che l’autonomia del lavoratore resti salvaguardata e va esclusa l’equiparazione alla subordinazione.

Sul luogo di lavoro , vale la regola per cui soltanto se questo è stato imposto dal committente la collaborazione è disciplinata come rapporto subordinato. Se, al contrario, il luogo è stato concordato con il lavoratore o lui stesso lo ha scelto, allora la collaborazione non può qualificarsi come organizzata dal committente. Una simile negativa conclusione si ha nei casi in cui, come può avvenire per un intervento su un programma di software, le prestazioni sono svolte in parte presso il committente e in parte presso il collaboratore.

Infine, tutte e tre le condizioni richieste devono verificarsi insieme. Così, può essere sufficiente che il collaboratore si faccia aiutare o sostituire da un terzo, o che la prestazione sia sporadica o infine che lo stesso collaboratore abbia concordato il luogo o i tempi di lavoro, a impedire l’equiparazione della collaborazione a un rapporto subordinato, anche se le altre due condizioni sono verificate.

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