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Rebus distacchi per lo sconto Irap

Notevoli dubbi applicativi negli operatori riguardo i distacchi di personale.
La circolare 22/E/2015 aveva precisato che, dal 2015, l’impresa distaccante può usufruire della deduzione integrale del costo dei dipendenti a tempo indeterminato, procedendo poi a tassare le somme riaddebitate alla distaccataria.

Questa precisazione non è stata però recepita dalle istruzioni ai modelli Irap 2016, i quali, continuano a prevedere, come negli anni scorsi, l’irrilevanza dei rimborsi derivanti dai distacchi.

Una delle più rilevanti novità nella fiscalità delle imprese per l’esercizio 2015 è costituita dalla deduzione piena del costo del lavoro a tempo indeterminato, introdotta dalla Legge 190/2014 (articolo 11, comma 4-octies, del Decreto legislativo 446/97).

Un aspetto della nuova disciplina che sta creando notevoli dubbi applicativi negli operatori riguarda i distacchi di personale. Nel regime vigente sino al 2014 si era consolidato l’orientamento ministeriale secondo cui la società distaccante rendeva ordinariamente indeducibile il costo del personale e, al contempo, detassava, ai fini Irap, il provento derivante dal contratto di distacco. La distaccataria, a sua volta, rendeva indeducibile il costo derivante dal riaddebito (equiparato a costo del personale), ma poteva usufruire delle deduzioni per taglio del cuneo fiscale in presenza dei requisiti di legge, da verificare in capo alla distaccante (risoluzione 235/E/2008).

Con l’introduzione, dall’esercizio 2015, della deducibilità integrale del costo del personale assunto a tempo indeterminato (o, meglio, della deduzione della residua eccedenza tra costo del lavoro e singole deduzioni già previste), ci si è posti l’interrogativo su quale soggetto (distaccante o distaccataria) e con quali modalità spetti la deduzione dalla base imponibile regionale. Ferma restando la deduzione finale in capo alla distaccataria (per il consolidato principio secondo cui le deduzioni Irap «seguono il lavoratore»), Assonime (circolare 7/2015) aveva suggerito due possibili impostazioni in capo alla distaccante: mantenimento della disciplina previgente, oppure deduzione integrale del costo del personale (da attuare, si ritiene, attraverso la compilazione dei campi del quadro IS della dichiarazione 2016, in particolare del campo IS9 che accoglie la deduzione residua) e assoggettamento ad Irap del provento (in quanto iscritto nella voce A5 che concorre a formare la base imponibile).

L’Agenzia, nella circolare 22/E/2015, aveva optato per questa seconda soluzione, precisando che in base alla nuova disciplina sono deducibili, in capo alla distaccante, i costi dei lavoratori a tempo indeterminato, con conseguente imponibilità dei rimborsi spese. Le istruzioni ai modelli Irap 2016 paiono, però, in contrasto con tale impostazione. Tra le variazioni in diminuzione (IC57 cod. 3), compare ancora l’indicazione degli importi spettanti a fronte del distacco di personale (che vengono in tal modo detassati) il che comporterebbe, d’altro canto, l’indeducibilità dei relativi costi nel quadro IS. È dunque opportuno un chiarimento definitivo da parte delle Entrate che illustri anche le modalità con cui la distaccataria può procedere alla deduzione: direttamente quale costo da conto economico o compilando, a sua volta, i campi del quadro IS con le diverse deduzioni spettanti in base all’articolo 11?

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