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Disabili, telelavoro nella «quota»

Entro il 29 febbraio le aziende devono presentare in via telematica il prospetto informativo, la dichiarazione destinata ai servizi provinciali competenti, che indica la situazione rispetto agli obblighi di assunzione di personale con disabilità o appartenente ad altre categorie protette.

Con la nota 6725 del 30 dicembre 2015, il ministero del Lavoro ha prorogato il termine di presentazione del prospetto informativo previsto dall’articolo 9, comma 6, della legge 68/1999, come conseguenza delle novità introdotte dal Jobs act, più precisamente dal decreto legislativo 151/2015 sulla semplificazione delle procedure a carico delle imprese nei rapporti di lavoro.

Così, è necessario determinare con esattezza quando scatta l’obbligo dell’invio e come individuare la base di computo, per comprendere in quale fascia l’azienda rientrerà per l’assunzione di persone disabili.

Le quote previste
La legge 68/1999 impone ai datori di lavoro pubblici e privati di assumere lavoratori disabili nelle seguenti misure:

  • 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
  • due lavoratori, per un organico da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Da cinque anni l’invio del prospetto informativo è solamente telematico e scatta solo se nell’anno precedente alla trasmissione c’è stata una variazione della base occupazionale tale da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva.

La base di calcolo
Le aziende dovranno quindi escludere dalla totalità dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato i dipendenti avviati in base alla stessa legge 68/1999, i dirigenti, i lavoratori con contratto a termine fino a sei mesi, i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro, i lavoratori a domicilio, i lavoratori impiegati all’estero, gli apprendisti, i lavoratori socialmente utili, le collaborazioni coordinate e continuative, le associazioni in partecipazione, mentre i lavoratori a tempo parziale dovranno essere conteggiati pro quota.

L’articolo 4, comma 3, della legge 68/1999 prevede che il datore di lavoro possa computare ai fini della copertura della quota di riserva i lavoratori disabili dipendenti occupati con modalità di telelavoro, ai quali l’imprenditore affida una quantità di lavoro adatta a procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all’orario normale di lavoro. Una novità introdotta dall’articolo 34 del decreto legislativo 81/2015

è quella di considerare il lavoratore somministrato computabile nella quota di riserva, purché la durata della missione non sia inferiore a dodici mesi.

L’articolo 5 della legge 68/1999 prevede l’esclusione dalla base di computo del personale viaggiante e navigante per le aziende del settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre. Non sono tenuti all’obbligo dell’assunzione dei disabili le aziende del settore edile per quanto riguarda il personale di cantiere e gli addetti al trasporto. Per il comparto dell’autotrasporto, invece, la norma prevede la deroga per gli autisti.

Tuttavia, le esclusioni previste dalla legge riguardano l’osservanza dell’articolo 3 e non dell’articolo 18 , come ad esempio gli orfani e i coniugi dei caduti sul lavoro, o in servizio o per fatti di criminalità o terrorismo. I datori di lavoro dei settori interessati, quindi, dovranno indicare nel prospetto informativo anche il personale viaggiante o navigante o gli edili, per l’assunzione delle categorie protette in base all’articolo 18 della legge 68/1999. In questo caso, la quota di riserva graverà solo per le aziende con più di cinquanta dipendenti (da 51 a 150, una unità; da 151 si deve calcolare l’1 per cento).

Le sanzioni
Il Jobs act non ha modificato le sanzioni. Per la mancata presentazione del prospetto informativo è prevista una sanzione fissa pari a 635,11 euro, maggiorata di ulteriori 30,76 euro per ogni giorno di ritardo nell’invio. Per la mancata assunzione del lavoratore disabile (articolo 9, comma 1 , e articolo 15, comma 4 , della legge 68/1999) è prevista una sanzione amministrativa di 62,77 euro per ogni giorno di ritardo e per ogni disabile non assunto.

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