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Negoziazione assistita in materia di lavoro

Gli avvocati potranno sostituirsi ai sindacati nelle negoziazioni in materia di lavoro
Scoppia la bagarre sull’estensione della negoziazione assistita. L’allargamento alle cause di lavoro è previsto da un emendamento al disegno di legge sulla procedura civile in discussione alla commissione Giustizia della Camera e che potrebbe essere votato già oggi. La proposta firmata dai relatori e sulla quale c’è già l’assenso da parte del governo recupera la versione primigenia della negoziazione assistita contemplata dalle norme di più di un anno fa, poi stralciata nella versione finale. Nel dettaglio l’emendamento prevede che la procedura di accordo tra avvocati delle parti sperimentata con successo per separazioni e divorzi e con esiti meno felici sul resto delle controversie diventi applicabile anche per le controversie disciplinate cui all’articolo 409 del codice di procedura civile, stabilendo che la stessa negoziazione assistita potrà essere curata da avvocati specialisti e che le parti entro il termine di trenta giorni potranno rivolgersi al giudice e revocare il proprio consenso.

Una finestra di tempo comunque limitata e che in ogni caso non è piaciuta ai sindacati confederali. In serata una nota congiunta dei segretari confederali organizzativi di Cgil, Cisl e Uil, Nino Baseotto, Giovanna Ventura e Pierpaolo Bombardieri sottolinea che «si tratta di un emendamento sbagliato, che determinerà un aumento dei costi a carico dei lavoratori e che di fatto intende cancellare il ruolo delle parti sociali nelle controversie di lavoro. Per questo chiediamo alla commissione Giustizia di respingere questo emendamento perché lesivo delle prerogative delle parti sociali e dei diritti dei lavoratori».

«Attualmente – spiegano Baseotto, Ventura e Bombardieri – le procedure conciliative sono già possibili, senza costi per imprese e lavoratori, e raggiungono l’obiettivo di garantire che ogni soggetto possa essere adeguatamente tutelato da eventuali “patti leonini” che ledano i diritti individuali dei contraenti». «Questa procedura garantista di conciliazione assistita – concludono i tre segretari – ha funzionato bene in questi anni e non si capisce per quale motivo si intenda ora intervenire con una nuova regolazione giuridica, se non per effetto di pressioni di lobby interessate. Tra l’altro con l’emendamento in discussione presso la seconda commissione di Giustizia della Camera si fa riferimento a una categoria non meglio precisata di avvocati “specializzati” in controversie di lavoro che non ci risulta esista in alcuna classificazione ordinamentale».

La delega sulla procedura civile sta comunque diventando un’occasione per modificare norme chiave del processo del lavoro sia pure nel medio periodo. Pochi giorni fa è stata approvato un altro emendamento che sopprime definitivamente il rito Fornero per le controversie in materia di licenziamento.

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