Filtra per categoria

Cassa in deroga più costosa

La disciplina degli ammortizzatori sociali in deroga ha natura complementare rispetto alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, così come riformata dal Dlgs 148/2015.
Per tale ragione si giustificano le differenze di carattere sostanziale che contraddistinguono le due procedure, come precisato dalla circolare 4/2016 del ministero del Lavoro. Gli ammortizzatori sociali in deroga trovano la fonte normativa nel decreto interministeriale Lavoro-Finanze 83473/2014 dove sono specificati i requisiti di accesso.

Ciò tuttavia non esclude che in alcuni casi le disposizioni siano comuni. Il nuovo importo del contributo unificato, per esempio, si applicherà indistintamente anche per la cassa in deroga. Il contributo addizionale a carico delle impresa è pari al 9% della retribuzione globale dovuta al dipendente per le ore non prestate per Cigs e Cigo sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile, sale al 12% oltre le 52 e fino alle 104 settimane, fino ad arrivare al 15% oltre le 104 settimane. Questo perché il decreto interministeriale 83473/2014 nulla dispone in merito al contributo addizionale, ragion per cui la disciplina generale si estenderà anche alle casse integrazioni in deroga, a fronte dell’abrogazione dell’articolo 8, commi da 1 a 5 e 8 del Dl 86/1988 .

Quanto alle differenze, la cassa in deroga può essere concessa a operai, impiegati, quadri e apprendisti (e somministrati), con un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi dalla data di inizio del periodo d’intervento, rispetto ai soli 90 giorni di lavoro effettivo richiesto per il trattamento di integrazione salariale (articolo 1, comma 2 del Dlgs 148/2015).

Gli apprendisti con contratto professionalizzante beneficiano della cassa straordinaria nelle imprese dove trova applicazione la sola Cigs, limitatamente alla causale d’intervento “crisi aziendale”. Godono invece della cassa integrazione guadagni ordinaria, se impiegati nelle imprese che rientrano nel campo di applicazione della Cigs e della Cigo o solo della cassa integrazione guadagni ordinaria. Per gli apprendisti dipendenti da imprese che rientrano nel solo campo di applicazione della cassa straordinaria trova applicazione la cassa in deroga per le causali d’intervento diverse da “crisi aziendale”.

I datori di lavoro devono presentare, a pena di decadenza, la domanda di rimborso delle prestazioni di cassa in deroga corrisposte ai dipendenti entro 6 mesi dalla scadenza dell’ultimo periodo di paga in corso al termine della concessione. I sei mesi si contano dalla data di concessione se questa arriva dopo la conclusione del trattamento.

La domanda di cassa in deroga va presentata per via telematica all’Inps e alla Regione entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. Per le domande tardive, il trattamento decorrerà dall’inizio della settimana antecedente la data di presentazione della domanda.

Per il Tfr maturato durante il periodo della Cig in deroga, il ministero chiarisce che il pagamento resta a carico del datore di lavoro e non può essere rimborsato dall’Inps. Non vi sono disposizioni normative che prevedano l’indennizzo del Tfr in costanza di Cig in deroga anche se questa succede a un periodo di cassa straordinaria.

La legge di Stabilità 2016 ha ulteriormente ridotto il periodo di fruizione della cassa in deroga, limitandolo a non più di tre mesi nell’arco di un anno. La mobilità in deroga, e questa è una novità rispetto al decreto interministeriale, non può essere concessa ai lavoratori che alla data del trattamento abbiano già beneficato della mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi. Il limite dei tre anni può essere incrementato di quattro mesi nel Mezzogiorno.

-->