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Stretta in arrivo sui voucher

Per i voucher si profilano modalità più rigide di comunicazione elettronica per vincolare il buono lavoro alle ore di effettivo utilizzo, indicando una data di inizio e di fine della prestazione.
I tecnici del ministero del Lavoro, di palazzo Chigi e dell’Inps, stanno monitorando il crescente utilizzo dei voucher, che tra gennaio e novembre del 2015 hanno registrato un incremento record: ne sono stati venduti 102.421.084 destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto allo stesso periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%, con punte del 97,4% in Sicilia, dell’85,6% in Liguria e dell’83,1% e 83% rispettivamente in Abruzzo e in Puglia.

Ad annunciare un intervento è stato ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Questo boom è un pò sospetto – ha detto -. Lo stiamo monitorando, non vogliamo che il voucher diventi uno strumento di distorsione del mercato del lavoro». Il voucher è stato introdotto nel 2003 per alcune attività particolari (piccoli lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia e manutenzione di edifici, monumenti, insegnamento privato supplementare), con l’obiettivo di far emergere il lavoro nero o irregolare garantendo a questi lavoratori una copertura assicurativa e – sia pure limitata – previdenziale. Successivamente si è ampliato l’ambito di applicazione e i limiti economici.

La legge Fornero del 2012 ha eliminato le causali (tranne in agricoltura), confermando limiti economici: in questa fase si è avuta una forte crescita dei voucher. Con il Dlgs 81/2015 attuativo del Jobs act, si è esteso il voucher a tutti i settori produttivi, alzando il limite complessivo di compenso annuo da 5mila a 7mila euro (tetto di 2mila euro per ciascun committente).

Le modifiche alla normativa sui voucher sono attese entro giugno, quando arriverà il decreto correttivo dei Dlgs attuativi del Jobs act. Oggi si può acquistare un blocchetto di voucher con rendicontazione mensile, e scegliere di utilizzarli o meno. Il rischio, spiegano i tecnici del governo, è che il voucher venga utilizzato da qualcuno solo quando arrivano gli ispettori del lavoro. L’ipotesi di intervento prende spunto dalle modalità di comunicazione del lavoro a chiamata, con regole più stringenti sulla comunicazione telematica. «In questo modo si chiariscono i limiti di utilizzo del voucher, che diventa tracciabile e si contrastano eventuali abusi», spiega il giuslavorista Maurizio Del Conte, consigliere giuridico di palazzo Chigi. Allo studio c’è anche l’ipotesi di escludere l’edilizia dall’utilizzo del voucher.

Sul punto però nel governo non c’è unanimità. «Con paletti più stringenti – sostiene Marco Leonardi, economista e neo consigliere di palazzo Chigi – si riescono a limitare i voucher ed è inutile intervenire sull’edilizia, un settore oggi ancora in crisi».  

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