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Risorse ok per il Jobs act degli autonomi

Le spese per formazione e aggiornamento professionale saranno interamente deducibili (e non più al 50%) entro il limite annuo di 10mila euro.
Saranno interamente deducibili (entro i 5mila euro l’anno) anche le spese sostenute per i servizi per il lavoro (i centri per l’impiego e le agenzie private dovranno avere operatori dedicati per professionisti e partite Iva); in caso di maternità, i lavoratori autonomi avranno la possibilità di ricevere l’indennità pur continuando a lavorare (non scatta, quindi, l’astensione obbligatoria). Alla nascita del bambino, poi, si avrà diritto a un congedo parentale di sei mesi (entro i primi tre anni di vita del bambino).

È in arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì il Ddl che riordina i rapporti d’impiego dei professionisti (e disciplina il lavoro agile, ovvero il lavoro subordinato con prestazioni in parte svolte da “remoto”), insieme a un secondo Ddl con le misure per il contrasto alla povertà che possono contare su uno stanziamento di 600 milioni per il 2016 (1 miliardo nel 2017): i due provvedimenti andranno in Parlamento come Collegati alla legge di Stabilità 2016 per avere un iter d’approvazione più veloce.

Iniziamo dal Ddl sul lavoro autonomo, oggetto ieri di una riunione tecnica al ministero dell’Economia di verifica sulle coperture: l’attuazione delle nuove norme potrà contare sul fondo istituito dalla legge di Stabilità 2016, da 10 milioni di euro quest’anno, 50 milioni a regime dal 2017. Il confronto tra i tecnici di palazzo Chigi e dei ministeri del Lavoro e del Tesoro ha portato a delle piccolissime limature al testo: si è chiarito che le disposizioni di maggior tutela su congedi e malattie oncologiche sono riservate ai soli professionisti iscritti alla gestione separata (di fatto, si equiparano alla degenza ospedaliera i trattamenti terapeutici per chi è malato di cancro). Il Ddl conferma poi le aperture ai professionisti dei bandi delle Pa. Le nuove disposizioni «aumentano le tutele per i lavoratori autonomi sia nei singoli contratti che sul mercato», spiega Maurizio Del Conte, giuslavorista della Bocconi di Milano e neo presidente dell’Anpal. Si punta sulla formazione, le cui spese ora sono deducibili al 100% (entro il tetto dei 10mila), «venendo incontro alle richieste delle libere professioni», ha aggiunto il sottosegretario Enrico Zanetti (Sc).

Quanto al Fondo per il contrasto della povertà, con i 600 milioni disponibili per il 2016 – 380 milioni serviranno a rafforzare il sostegno per l’inclusione attiva da generalizzare a tutto il territorio, mentre 220 milioni andranno all’Asdi (l’assegno di disoccupazione che spetta per 6 mesi per chi resta in condizione di bisogno finita la Naspi) – la dote complessiva supera 1 miliardo (considerando anche gli stanziamenti pregressi e risparmi). Il governo punta a razionalizzare i numerosi interventi attivati nei territori per arrivare a un Piano nazionale di contrasto alla povertà con misure di sostegno economico e servizi alla persona. Il Piano conterrà il livello minimo delle prestazioni per essere di riferimento per Regioni ed enti locali.

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