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Contratto d’opera, il termine di durata non toglie il recesso.

Sentenza della Cassazione
Con la sentenza 469/16 , la Cassazione fornisce un interessante spunto interpretativo in ordine alla facoltà di recedere dal contratto di prestazione d’opera professionale riconosciuta al cliente dall’articolo 2237 del codice civile (rimborsando al professionista le spese sostenute e il compenso per l’opera fino ad allora svolta) nell’ipotesi in cui le parti abbiano apposto al contratto un termine di durata.

Nel caso in commento, un medico aveva convenuto in giudizio il cliente – con il quale aveva stipulato un contratto d’opera professionale per la durata di due anni, avente ad oggetto l’attività di assistenza e ricerca di cura per una malattia rara – chiedendone la condanna al risarcimento del danno per avere illegittimamente esercitato il recesso dal contratto prima della sua scadenza.

Il Giudice di primo grado accoglieva la domanda del medico sul presupposto che le parti, pattuendo espressamente un termine di durata del contratto, avevano inteso derogare alla facoltà di recesso ad nutum prevista dall’articolo 2237 del codice civile in favore del cliente, il quale doveva pertanto ritenersi inadempiente.

La Corte d’appello, chiamata a pronunciarsi sul ricorso del paziente, ribaltava la decisione del Tribunale ritenendo del tutto legittimo il recesso esercitato dal cliente in conformità alle previsioni di legge. Tale facoltà non può ritenersi – precisava la Corte – esclusa per effetto di un semplice automatismo interpretativo della volontà delle parti, anche in ragione del più intenso intuitus personae che caratterizza la collaborazione tra medico e paziente.

Il ragionamento della Corte territoriale viene fatto proprio dalla Cassazione, la quale sottolinea come il nostro ordinamento conceda al cliente/committente la facoltà di scioglimento del contratto di prestazione d’opera proprio in considerazione della natura fiduciaria del rapporto caratterizzato dal cosiddetto intuitus personae, cioè da un intenso rapporto di fiducia con il professionista incaricato.
E’ certamente legittima l’apposizione di un termine di durata al contratto, così come è derogabile pattiziamente la facoltà di recesso ad nutum del cliente.
Occorre tuttavia verificare, di volta in volta, se le parti, con la previsione di un termine di durata del rapporto, abbiano voluto o meno integrare una rinuncia alla facoltà di recesso da parte del cliente.

Seppure l’articolo 2237 del codice civile sulla facoltà di recesso del cliente non abbia carattere inderogabile – precisa la Cassazione secondo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità – occorre avere riguardo al complessivo regolamento negoziale concordato dalle parti.

Nel fare ciò secondo i giudici bisogna ricostruire in modo inequivocabile la volontà (o meno) delle parti di vincolarsi per la durata del contratto e di impedire ad entrambe la facoltà di recesso prima della scadenza del termine finale.
In questo senso ha correttamente ragionato la Corte d’appello, la quale, indagata la volontà delle parti nel caso di specie, ha escluso – in relazione alla particolare natura della prestazione medica che aveva ad oggetto delicate attività di anamnesi, diagnosi e assistenza nella cura di una malattia rara – che il cliente avesse voluto rinunciare, pattuendo una durata del contratto, alla propria facoltà di recesso.

La Cassazione conferma pertanto la sentenza dei giudici d’appello, che avevano correttamente considerato la peculiarità della prestazione convenuta ed evidenziano la natura fiduciaria del rapporto, enunciando il principio di diritto per il quale “In tema di contratto d’opera professionale, la previsione di un termine di durata del rapporto non esclude di per sé la facoltà di recesso ad nutum previsto a favore del cliente dal primo comma dell’articolo 2237 del codice civile, dovendo verificarsi in concreto in base al contenuto del regolamento negoziale se le parti abbiano inteso o meno vincolarsi in modo in modo da escludere la possibilità di scioglimento del contratto prima della scadenza pattuita”.

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