Filtra per categoria

Doppia verifica temporale per l’uso della cassa integrazione ordinaria.

Tetto doppio per la cassa ordinaria
La riforma degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, contenuta del Dlgs 148/2015 di attuazione del Jobs act, conferma infatti il limite di utilizzo della Cigo di 52 settimane nel biennio precedente ma introduce anche un nuovo limite: quello di 24 mesi massimi di utilizzo di tutti i trattamenti di integrazione salariale nel quinquennio mobile (per chi usa i contratti di solidarietà, in alcuni casi il limite passa a 36 mesi).

Ma vediamo meglio quali sono le principali regole da osservare per la corretta gestione delle procedure di integrazione salariale ordinaria, anche alla luce della circolare Inps 197 del 2 dicembre scorso.

I datori di lavoro che avranno necessità di ricorrere alla Cigo, a parte il rispetto della fase sindacale, dovranno prendere confidenza con la nuova disciplina amministrativa, mentre sono rimasti invariati l’ambito di applicazione e le causali per le quali il trattamento è dovuto.

I trattamenti già richiesti prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo (24 settembre 2015), anche con riferimento ai periodi di Cigo successivi a questa data seguono le vecchie regole.

Il requisito dell’anzianità
Nella platea dei lavoratori che potrebbero essere potenziali destinatari della riduzione o della sospensione dell’attività rientrano tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti con contratto professionalizzante, purché possano vantare un’anzianità di lavoro effettivo di almeno 90 giorni nell’unità produttiva.

Gli apprendisti assunti con la formula professionalizzante potranno beneficiare della Cigo se assunti presso imprese destinatarie del trattamento stesso (ovvero destinatarie sia di Cigs che di Cigo).

Il requisito dell’anzianità è una novità. Rientrano nelle 90 giornate utili al computo quelle di effettiva presenza al lavoro e i periodi connessi a ferie, festività e infortuni (così ha specificato anche la circolare del Lavoro 24/2015 ).

L’unica eccezione a questo principio generale riguarda le Cigo per eventi oggettivamente non evitabili nel settore industriale, comprese anche le imprese industriali dell’edilizia e quelle del settore lapideo.

Gli ammortizzatori goduti
Lo step successivo è quello di verificare che l’accesso alla Cigo non sia pregiudicato dall’aver già esaurito i periodi di utilizzo delle integrazioni salariali. Su questo aspetto bisogna tenere conto, come detto, di due limiti:

  • il primo, strettamente collegato alla Cigo, consiste in 52 settimane di utilizzo massimo in un biennio mobile, fatta eccezione per gli interventi determinati da eventi oggettivamente non evitabili (tranne che per le aziende del comparto edile/lapideo). Proprio perché questo criterio non è cambiato rispetto alla vecchia disciplina, per la verifica bisogna considerare tutti i periodi di Cigo già utilizzati nel biennio mobile precedente;
  • l’altro tetto è quello per la durata massima complessiva di tutti i trattamenti di integrazione salariale dettata dall’articolo 4 del Dlgs 148/2015 (24 mesi nel quinquennio mobile, 36 con i contratti di solidarietà): è bene prestare particolare attenzione perché, sebbene quest’ultima verifica non prenda in considerazione periodi anteriori al 24 settembre 2015, quella sul biennio, invece, non ha alcuna franchigia temporale.

Il contingentamento
Ai due parametri decritti, si aggiunge il contingentamento di utilizzo introdotto dal comma 5, dell’articolo 12, del Dlgs 148/2015 : infatti, non possono essere autorizzate ore di Cigo eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell’integrazione salariale. Vanno considerate le ore autorizzate per il solo periodo successivo al 24 settembre 2015.

-->