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Il maestro di sci può essere pagato con i voucher

Il pareri del Ministero del Lavoro forniti negli Interpelli.
Il maestro di sci può essere pagato con i voucher. Secondo il parere del ministero del Lavoro, contenuto nell’interpello 32/2015 pubblicato ieri, devono comunque essere rispettati i limiti quantitativi indicati dall’articolo 48 del Dlgs 81/2015: 7.000 euro netti complessivi in un anno e 2.000 euro se il singolo committente è un imprenditore o un professionista. Inoltre vale il divieto generale di svolgere lavoro accessorio in regime di appalto.

Via libera ai voucher anche nella nautica da diporto nel caso in cui il conduttore non provveda direttamente alla conduzione dell’imbarcazione, sia nel caso di noleggio occasionale ma anche in altre situazioni purché per scopi non commerciali.

Dis-coll ai ricercatori
Semaforo rosso, invece, per l’assegno di Dis-coll agli assegnisti di ricerca, ai dottorandi e ai titolari di borsa di studio che svolgono attività di ricerca presso le università e negli enti di ricerca. Nell’interpello 31/2015, infatti, il ministero del Lavoro ricorda che l’indennità in caso di perdita dell’occupazione è prevista per i collaboratori coordinati e continuativi e quelli a progetto, mentre l’attività svolta dai titolari degli assegni di ricerca ha caratteristiche differenti. E nemmeno il fatto che sia i collaboratori che gli “assegnisti” siano iscritti alla gestione separata dell’Inps cambia la situazione. Di conseguenza la Dis-coll non può essere riconosciuta a questi ultimi.

Contratti di solidarietà
Con l’interpello 33/2015, infine, vengono fornite indicazioni in merito al contributo che viene corrisposto all’azienda quando viene attivato un contratto di solidarietà nel comparto artigiano. La normativa prevede che il contributo, pari alla metà delle ore non lavorate, sia diviso a metà tra azienda e dipendenti e per questi ultimi non ha natura di retribuzione. Tuttavia è stato chiesto quale regime contributivo si applica qualora l’intero contributo sia destinato al lavoratore. Il ministero ha risposto che in tal caso la quota del datore di lavoro costituisce base imponibile sia ai fini fiscali e che contributivi. Tuttavia, a tutela della posizione previdenziale dei lavoratori, la contribuzione figurativa si calcola in base alla retribuzione persa a causa del contratto di solidarietà, a prescindere dal fatto che il datore di lavoro devolva la sua quota ai dipendenti.

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