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Il registro degli infortuni in archivio dal 23 dicembre

Il registro degli infortuni in archivio dal 23 dicembre
Il registro infortuni finalmente va in soffitta. L’albero di natale regala ai datori di lavoro, pubblici e privati, la cessazione dell’ obbligo di tenuta del registro infortuni con decorrenza dal prossimo 23 dicembre. È quanto stabilito dall’articolo 21, comma 4, del Dlgs 14 settembre 2015, n. 151 (Jobs act) il quale, entrato in vigore il 24 settembre scorso, stabilisce che a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data in vigore del decreto stesso, non è più obbligatoria la tenuta del registro infortuni, previsto dall’articolo 403 del Dpr 27 aprile 1955, n. 547 e richiamato dall’art. 4 del Dlgs n. 626/1994.

Della soppressione del registro si sono avute le prime avvisaglie con l’art. 53 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro) il quale stabiliva che l’obbligo della sua tenuta si sarebbe protratto fino a sei mesi successivi all’istituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) che a sua volta avrebbe dovuto venire alla luce con decreto ministeriale da emanarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Testo unico. Poiché il decreto per la istituzione del Sinp fino ad ora non è stato emanato, di conseguenza, l’abrogazione del registro infortuni ha segnato il passo.

La soppressione del registro non è avvenuta neanche con le novità introdotte con il decreto legge n. 69/2013 “del fare” (convertito dalla legge n. 98/2013) che, pur disponendo alcune semplificazioni in materia di sicurezza sul lavoro nonché sul Dpr 30 giugno 1965, n. 1124 (Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nulla ha disposto in merito al registro degli infortuni, pure se direttamente collegato alle denunce. Anzi lo stesso decreto, ridisciplinando la materia della denuncia degli infortuni, ha subordinato tali semplificazioni ancora una volta alla istituzione del Sinp.

Questa volta il Dlgs n. 151/2015 ha disposto la soppressione del registro ad una data già definita, scorporata dal Sinp.

Poiché sia l’art. 403 del Dpr n. 547/1955, sia l’articolo 4 del Dlgs n. 626/1994 e lo stesso art. 21 del Dlgs n. 151/2015, fanno riferimento alla “tenuta del registro”, salvo diverse precisazioni, deve ritenersi che dal 23 dicembre p.v. il datore di lavoro non solo non ha l’obbligo di istituirlo ma di “tenerlo”, conservandone cioè la tenuta relativa alle registrazioni degli eventuali eventi avvenuti prima di tale data. In caso contrario il legislatore avrebbe fatto riferimento alla sua istituzione e non tenuta. Del resto, considerando che il registro ha lo scopo di indicare all’ispettore in sede di vigilanza di conoscere l’andamento infortunistico in azienda per meglio e più concretamente indirizzare l’attività ispettiva, tale conoscenza l’ispettore potrà meglio raggiungerla attingendo, anche preventivamente, dalle banche dati dell’Inail.

In proposito non è da trascurare che lo stesso articolo 21 del Dlgs n. 151/2015 in esame abroga l’articolo 32 del citato Dl n. 69/2013, intervenendo sulle denunce sia degli infortuni, sia delle malattie professionali, prevedendo a carico dei medici che diagnosticano per primi tali eventi, che debbano trasmettere telematicamente all’Inail la relativa certificazione. Anche tali modifiche non saranno più subordinate al Sinp, ma entreranno in vigore a decorrere dal centottantesimo giorno dalla entrata in vigore del decreto legislativo quindi dal 22 marzo 2016. Tale trasmissione sarà effettuata utilizzando i servizi informatici disposti direttamente dall’Inail che provvederà altresì a fornire dettagliate procedure.

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