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Correzioni in corsa per le regole della cassa integrazione

Il recente decreto legislativo 148/15 interviene sul  riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.
Costituisce indubbiamente un significativo momento di svolta nel modo di concepire, approcciare e utilizzare la cassa integrazione e, in generale, gli ammortizzatori sociali. Molte delle nuove regole che, dal 24 settembre 2015, governano il nuovo impianto normativo tendono verso un cambiamento epocale, che costringerà, quindi, a rivedere molti aspetti della vita aziendale e delle relazioni industriali.

Vanno in questa direzione parecchi indicatori del decreto attuativo del Jobs act: dalla riduzione della durata massima complessiva dei trattamenti, a nuovi e – a volte- molto più stringenti termini procedurali. Per non parlare, poi, degli oneri che, a seguito del contributo addizionale da versare in funzione dell’utilizzo della cassa integrazione (Cigo/Cigs) nel quinquennio di riferimento, possono crescere in modo esponenziale rispetto al passato.

Anche la funzionalità degli strumenti è messa a dura prova dalle novità introdotte: tempi risicati per l’invio delle domande di cassa (sia di Cigo che di Cigs), nuove e più complete informazioni da produrre a supporto delle richieste, dichiarazioni congiunte con le organizzazioni sindacali (come, ad esempio, quella di non percorribilità di forme alternative di riduzioni di orario contratto di solidarietà, per l’accesso alla Cigs per riorganizzazione e crisi).

Una particolare attenzione merita poi il percorso che porta alla richiesta di integrazione salariale, che vede la sua massima espressione nella condizione stabilita dall’articolo 25, comma 2, per cui la sospensione o la riduzione dell’orario concordata dalle parti decorre non prima del trentesimo giorno successivo alla data di presentazione della domanda di integrazione salariale straordinaria e non più, quindi, dal giorno successivo all’accordo sottoscritto.

Di tutto questo, e di altro ancora, si è discusso (e si continuerà a farlo) nei vari convegni e seminari che si sono tenuti (e si terranno) in tutto il Paese. In uno di questi, svoltosi recentemente a Palermo e in cui sono intervenuti importanti esponenti del ministero del Lavoro, è stato redatto un documento – successivamente presentato al ministero stesso – che sintetizza alcuni dei principali profili di criticità contenuti nel decreto 148/15.

Va ricordato che lo stesso Jobs act, al comma 13 dell’unico articolo di cui si compone, prevede la possibilità che l’esecutivo – entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento – possa adottare disposizioni integrative e correttive del decreto medesimo, che tengano conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse. Nella tabella a fianco sono riportati alcuni punti del documento. Il lavoro, scaturito dal confronto, si pone l’obiettivo di costituire un elemento di utile e fattiva sinergia tra le istituzioni e i professionisti che rappresentano i datori di lavoro per i quali, spesso, operano.

Per alcuni dei punti evidenziati nella tabella, qualora dovessero essere condivise le relative criticità, si potrebbe agire attraverso provvedimenti amministrativi, altri, invece, necessiterebbero di modifiche legislative. Comunque è giunta l’ora che l’intero nuovo meccanismo di gestione degli ammortizzatori sociali inizi a funzionare. Mancano ancora alcuni tasselli tra cui l’attesa circolare dell’Inps sulla Cigo.

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