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Jobs act: via al nuovo sistema di formazione “duale”

Ai nastri di partenza il nuovo sistema di formazione “duale” previsto dal Jobs act.
In settimana il ministero del Lavoro pubblicherà il decreto (predisposto assieme a Miur e Mef) che, sulla scia della sperimentazione Enel iniziata lo scorso anno, dettaglia, su tutto il territorio nazionale, gli standard formativi e i diritti e doveri degli studenti-apprendisti.

Il provvedimento interviene sull’apprendistato di primo e di terzo livello, di fatto permettendo ai ragazzi di conseguire, attraverso questo contratto, tutti i titoli dell’istruzione e formazione, anche di livello terziario.

I percorsi didattici dovranno essere co-progettati con l’azienda. L’alunno avrà diritto a un “piano individuale” in cui dovrà essere specificato il piano di studio e di lavoro (compresi, livello d’inquadramento e retribuzione). Le ore di formazione “on the job” diventano più cospicue: oggi la quota di flessibilità curriculare è del 20-35%, adesso invece può salire fino al 30-35%, o anche di più visto che per le ore di formazione in classe viene indicato solo un “tetto massimo” del 70% in seconda superiore, e del 65% in terza, quarta e quinta (nei percorsi di istruzione e formazione professionale regionale le ore tra i banchi non possono superare il 50-60% a seconda dell’anno di corso). Per i percorsi di accesso alle professioni ordinistiche o per attività di ricerca la formazione scolastica non è obbligatoria, mentre quella “on the job” non può essere inferiore al 20% del monte orario annuale contrattualmente previsto.

Per attivare un contratto d’apprendistato sarà sufficiente un protocollo tra istituzione formativa e azienda. Alle imprese è richiesto il possesso di tre requisiti: capacità strutturali (vale a dire spazi adeguati per consentire una buona formazione); capacità tecniche (cioè la strumentazione idonea), e la presenza di uno o più tutor aziendali.

La prima applicazione pratica delle nuove regole si avrà, a gennaio, con l’avvio del programma per la sperimentazione del sistema duale nei percorsi di istruzione formazione professionale (Iefp), approvato dalle Regioni a fine settembre.

Il programma avrà durata biennale, 2016-2017, e accanto all’apprendistato, prevede anche l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro di almeno 400 ore, da realizzare pure tramite lo strumento dell’impresa formativa simulata, soprattutto per gli studenti al di sotto dei 15 anni. Da pochi giorni «si è conclusa la procedura per la selezione dei 300 centri per la formazione che in tutt’Italia realizzeranno la sperimentazione e ai quali verrà affidata la gestione di oltre mille percorsi formativi», ha sottolineato il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba. Italia Lavoro si occuperà delle attività di supporto all’inserimento dei ragazzi in alternanza o in azienda con contratti di apprendistato, e curerà inoltre la formazione degli operatori dei centri di formazione professionale. Per il programma, nel biennio, ci sono 174 milioni di euro a disposizione delle Regioni per finanziare la formazione, a cui si aggiungeranno probabilmente altri 60 milioni (sempre nei due anni) di misure agevolative per le imprese: «Daremo incentivi per coprire, almeno in parte, le spese derivanti dall’impiego di tutor aziendali – ha spiegato Bobba -. L’agevolazione economica sarà più elevata se si stipuleranno contratti d’apprendistato, un pò meno generosa se si utilizzerà l’alternanza».

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