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Cigs per i call center: novità

Ammortizzatori per i call center che hanno stabilizzato
Emanato il decreto ministeriale (22763/2015 ) previsto dal testo unico sugli ammortizzatori sociali (Dlgs 148/2015) che introduce un trattamento particolare di sostegno al reddito in favore dei call center.

L’accesso alla prestazione è subordinato al rispetto di alcune condizioni oggettive e soggettive. L’azienda deve operare in un settore in cui non trova applicazione la Cigs e aver un organico superiore alle 50 unità nel semestre precedente alla presentazione della domanda; in aggiunta deve avere unità produttive in diverse Regioni o Province autonome. Inoltre i call center devono aver attuato, entro la scadenza prevista del 31 dicembre 2013, le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto introdotte dalla legge Finanziaria del 2007 (articolo 1, comma 1202, legge 296/2006). I lavoratori stabilizzati devono risultare ancora in forza alla data di pubblicazione del decreto 22763.

Lo speciale trattamento a sostegno del reddito corrisponde, nella misura, al massimale più elevato di cassa integrazione guadagni straordinaria. Possono beneficiarne i lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio. L’indennità riconosciuta è pari al trattamento massimo di integrazione salariale straordinaria (1.167,91 euro per il 2015). Per l’accesso al trattamento, che non potrà durare più di 12 mesi, occorre uno specifico accordo sottoscritto in sede ministeriale.

L’indennità può essere richiesta quando la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sia determinata da una crisi aziendale, escludendo, a decorrere dal 2016, i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa. L’impresa deve presentare un programma di crisi aziendale contenente un piano di risanamento volto a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria, gestionale o derivanti da condizionamenti esterni. Le aziende devono pagare un contributo addizionale del 9%, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate.

Sempre ieri di ammortizzatori sociali si è parlato in un convegno organizzato ieri dai Consulenti del lavoro di Palermo, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti del ministero del Lavoro e dell’Inps. Dal dibattito sono emersi spunti di interesse, tra cui in particolare quello relativo al rispetto di una delle novità apportate dal Dlgs 148/2015 alla regolamentazione della Cigo. Si tratta della condizione stabilita dal comma 2, dell’articolo 1, del Dlgs che prevede, ai fini dell’accesso alla cassa, il possesso da parte dei lavoratori di un’anzianità di 90 giorni di effettivo lavoro. Poiché la stessa norma esclude questa condizione per le domande relative a eventi oggettivamente non evitabili, nel settore industriale, ci si è chiesti se tale deroga possa riguardare anche l’edilizia industriale. L’eventuale inclusione renderebbe più agevole, tra l’altro, la fruizione della Cigo durante le sospensioni derivanti da intemperie stagionali. La questione è al vaglio degli organismi competenti.

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