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Riaperta la salvaguardia pensionistica per chi ha assistito portatori di handicap

Operazioni di salvaguardia. Attivazione dei cosiddetti “vasi comunicanti”.
Ai lavoratori in congedo straordinario nel corso del 2011 per assistere portatori di handicap grave, esclusi dalla salvaguardia pensionistica per mancata capienza dei posti loro riservati dalla legge, l’Inps invierà la certificazione della pensione anticipata, in conseguenza del trasferimento delle risorse residuate nel fondo istituito appositamente.
Col messaggio 6912 dell’11 novembre 2015, l’Inps dà conto dell’accertamento delle economie delle diverse salvaguardie in atto e del trasferimento delle risorse, al fine di finanziare i salvaguardati esclusi in sede di accoglimento delle richieste per carenza delle relative risorse.
La procedura che l’Inps ha definito in sede di Conferenza di servizi attua quanto previsto in tale senso dalle leggi di stabilità 228/2012 e 147/2013 che nell’istituire il fondo in quesitone assicurano il trasferimento delle risorse tra le diverse categorie di salvaguardati.

Destinatari – I destinatari riammessi alla salvaguardia risultano pertanto essere i seguenti:

  1. i lavoratori in congedo straordinario retribuito per assistere portatori di handicap grave nel corso del 2011 i quali perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente al 6 dicembre 2011 entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto e cioè entro il 6 gennaio 2015. Il trattamento pensionistico non può avere decorrenza anteriore al 1º gennaio 2014 (legge 124/2012, entro il limite di 2.500 beneficiari);
  2. i lavoratori in congedo straordinario retribuito per assistere portatori di handicap grave nel corso del 2011 i quali perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente al 6 dicembre 2011 entro il quarantottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge ossia entro il 6 gennaio 2016 (legge 147/2014, entro il limite di 1.800 beneficiari).

Si tratta pertanto della stessa categoria di lavoratori, dapprima destinataria di 2.500 posti e poi di ulteriori 1.800 posti, in virtù dell’estensione al 2016 della maturazione del requisito pensionistico con le regole precedenti alla riforma Fornero.
In definitiva coloro che, pur avendo i requisito sono rimasti esclusi per superamento del limite massimo, potranno ora essere ripescati attingendo alle risorse recuperate.

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