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Invalidità» agli stranieri: non conta il tipo di permesso Ue

L’nvalidità agli extraue a prescindere dalla tipologia del permesso di soggiorno.
Viola i diritti costituzionali concedere la pensione di invalidità civile per sordi e l’indennità di comunicazione agli stranieri presenti in Italia solo se questi ultimi hanno il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo (articolo 80, comma 19, della legge 388/2000).

Secondo la sentenza 230/2015 della Corte costituzionale, infatti, queste prestazioni sociali servono per assicurare un aiuto a persone svantaggiate al fine di avere una vita dignitosa anche alla luce degli orientamenti costituzionali alla solidarietà come dovere inderogabile (articolo 2 della carta costituzionale), alla tutela del diritto alla salute anche nel senso dell’accessibilità ai mezzi più appropriati per garantirla (articolo 32) e per una protezione sociale più ampia e sostenibile.

Nello specifico, inoltre, subordinare la pensione di invalidità civile e l’indennità di comunicazione alla durata della permanenza legale in Italia è «in contrasto con il principio costituzionale – oltre che convenzionale – di eguaglianza sostanziale (articolo 3 della Costituzione)».

La sentenza della Corte, come sottolineano gli stessi giudici, si inserisce in una serie di decisioni analoghe: con la sentenza 187/2010 è stata dichiarata l’illegittimità del requisito della carta di soggiorno (ora permesso Ue di lungo periodo) per l’assegno mensile di invalidità; la 329/2011 ha riguardato l’indennità di frequenza; la 40/2013 l’indennità di accompagnamento e la pensione di inabilità; la 22/2015 la pensione di invalidità.

Ciò porta la Corte costituzionale ad auspicare «che il legislatore, tenendo conto dell’elevato numero di pronunce caducatorie… provveda ad una organica ricognizione e revisione della disciplina, ad evitare, tra l’altro, che il ripetersi di interventi necessariamente frammentari, e condizionati dalla natura stessa del giudizio incidentale di legittimità costituzionale, possa avere riverberi negativi sul piano della tutela dell’eguaglianza sostanziale».

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