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Nuova Cigs e nuovo cds: precisazioni del Ministero

Niente deroghe per Cigs e Cds dopo il 23 settembre
Arrivano dal ministero del Lavoro le prime precisazioni, contenute nella circolare 30/2015 , su Cigs e contratti di solidarietà.

Viene chiarito che rientrano in orbita Cigs anche le imprese cooperative (e loro consorzi) che trasformano e manipolano prodotti agricoli. Ammesse anche le cooperative che commercializzano prodotti agricoli, che vengono attratte dal più ampio riferimento che la normativa fa alle imprese commerciali. Di conseguenza sono interessate solo quelle che occupano mediamente più di 50 dipendenti nel semestre precedente. Resta da capire se permane la particolare disciplina della legge 240/1984 o se la stessa debba intendersi superata dalle nuove disposizioni.

In materia di proroghe di trattamenti Cigs, viene puntualizzato che a quelle riferite a programmi di ristrutturazione/riorganizzazione e/o per contratti di solidarietà già presentati al 24 settembre 2015, si applicherà la precedente normativa con riferimento al procedimento amministrativo, al contributo addizionale (esenzione per i Cds) e al Tfr. Lo stesso dicasi per le richieste Cigs del secondo anno di cessazioni biennali di attività, presentate dal 24 settembre 2015.

Nella circolare, inoltre, il ministero afferma: «resta fermo che alle domande riferite al primo anno di riorganizzazione e ristrutturazione o dei contratti di solidarietà presentate dopo il 23 settembre, si applica la nuova normativa di cui al Dlgs 148/2015, sebbene l’accordo sia stato sottoscritto e l’inizio della sospensione avvenga in data precedente al 24 settembre».

Si pensi, per esempio, a un’azienda che ha concluso la procedura di consultazione sindacale il 10 settembre con riduzioni avviate a partire dal 21 settembre. Secondo la normativa preesistente, la domanda poteva essere presentata entro il 25 ottobre. Ora l’istanza va, invece, prodotta entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale; se questa è terminata prima dell’entrata in vigore della nuova norma (24 settembre), si può ipotizzare che i 7 giorni decorrano dal 24 stesso. Considerando che nella precedente versione i termini partivano dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro e non dalla presentazione della domanda, a molti datori di lavoro la nuova scadenza potrebbe essere sfuggita.

Conseguenze? Premesso che le domande presentate entro il 30 settembre dovrebbero essere considerate tempestive, per quelle successive si potrebbe configurare l’ipotesi di ritardo nella trasmissione della domanda. In tal caso la Cigs decorre dal trentesimo giorno successivo alla presentazione dell’istanza e la cassa, persa dai lavoratori, la deve pagare l’azienda. Sarebbe sempre preferibile, quando si cambiano le regole in corsa, prevedere un adeguato periodo transitorio che eviti spiacevoli situazioni.

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