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L’irregolarità della somministrazione «pesa» sull’utilizzatore

L’utilizzatore unico responsabile dell’irregolare somministrazione
Un’interessante sentenza del tribunale di Fermo (la 140/2015) ha respinto la domanda di manleva e risarcimento danni proposta da una società utilizzatrice di lavoro in somministrazione nei confronti dell’agenzia che aveva somministrato il lavoratore.

Quest’ultimo ha convenuto in giudizio la società utilizzatrice sostenendo l’illegittimità di una serie di contratti di somministrazione a tempo determinato, stipulati con due diverse agenzie, per genericità e insussistenza delle ragioni giustificatrici (ovviamente nel vigore della disciplina antecedente il decreto Poletti). Sulla base di ciò, il lavoratore ha chiesto la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l’utilizzatore e il risarcimento dei danni.

La società utilizzatrice, costituendosi in giudizio, oltre a chiedere il rigetto delle domande del lavoratore ha chiamato in causa le agenzie di somministrazione, chiedendo a queste ultime di essere manlevata da qualsiasi responsabilità nei confronti del lavoratore e di essere risarcita dai danni subiti a seguito di una somministrazione (in ipotesi) illegittima. Non è la prima volta che un utilizzatore di lavoro somministrato cerca di “ribaltare” sull’agenzia le conseguenze dell’irregolarità della somministrazione. Non risulta però che simili domande siano mai state accolte.

La sentenza del tribunale di Fermo affronta la questione nel merito, dopo aver ritenuto ammissibile, sul piano processuale, la chiamata in causa delle agenzie di somministrazione. Il tribunale, con riferimento al caso specifico, rileva anzitutto che la società utilizzatrice non ha allegato elementi di fatto per identificare una condotta illecita delle agenzie e il collegamento causale con il danno derivato dalle conseguenze subite per l’illegittimità della somministrazione. E neppure si è premurata di quantificare il preteso danno subito.

Ma soprattutto il tribunale afferma che, sulla base della disciplina in materia di somministrazione (all’epoca l’articolo 27 del Dlgs 276/2003), nessun obbligo di manleva sussiste in capo alle agenzie, in quanto è proprio la norma di legge a prevedere, quale unica conseguenza diretta della nullità (o illegittimità) del contratto di somministrazione, la costituzione del rapporto di lavoro in capo all’utilizzatore.

Del resto, già in precedenza un’altra sentenza (Corte d’appello di Trento, 11 aprile 2013), ha escluso un dovere della società di somministrazione di verificare la bontà delle causali, necessariamente di pertinenza dell’utilizzatore, affermando a sua volta che è lo stesso legislatore a prevedere che le conseguenze della scorretta indicazione della causale ricadano soltanto sull’utilizzatore.

Il che consente di escludere in radice la possibilità di “far pagare” alle agenzie il prezzo di un contratto di somministrazione non rispettoso delle disposizioni di legge. Una conclusione che regge, in via generale, anche nel mutato quadro normativo (Dlgs 81/2015).

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