Filtra per categoria

Tempo indeterminato con sconto contributivo del 40 per cento

Il disegno di legge di Stabilità 2016 ripropone, ma con minore generosità rispetto al 2015, una forma di esonero dai contributi previdenziali.
Per i datori di lavoro che provvederanno alle assunzioni a tempo indeterminato, l’incentivo consiste in un esonero biennale dal versamento dei contributi previdenziali complessivamente a proprio carico nella misura del 40%, entro un tetto massimo di 3.250 euro su base annua.

Per tutti i settori di attività non vi è uno stanziamento ad hoc che resta, invece, per il settore agricolo per cui l’Inps dovrà continuare a tenere d’occhio il raggiungimento del limite di spesa.

Se si ipotizza una situazione standard, con un carico contributivo datoriale del 30%, il tetto massimo di decontribuzione si otterrà con retribuzioni che si collocano entro i 27.000 euro annui circa.

Diminuita anche la durata del periodo agevolato che da 3 anni passa a 2. Per il resto non vi sono particolari modifiche, se si esclude qualche adattamento. Come in precedenza, l’agevolazione non si configura quale aiuto di Stato in quanto risulta assente il carattere della selettività. Continuano a essere fuori dalla facilitazione i premi dovuti all’Inail. Resta confermato, inoltre, che potranno accedere al beneficio tutti i datori di lavoro (imprenditori e non) del settore privato che assumono a tempo indeterminato durante tutto il 2016 (ammessi anche i dirigenti, i soci di cooperative se subordinati, i somministrati nonché part time e job sharing). Esclusione ribadita per colf, apprendisti e intermittenti. Tra le condizioni di accesso si ritiene cristallizzato il principio del rispetto delle leggi, dei contratti e la verifica della regolarità contributiva (Durc).

Dalla lettura del testo (non definitivo) del disegno di legge, emergono anche le situazioni che precludono l’accesso al nuovo incentivo: non si avrà diritto se il lavoratore ha prestato attività con contratto a tempo indeterminato (compresa la somministrazione e il lavoro domestico) nei sei mesi precedenti la nuova assunzione, presso qualsiasi datore di lavoro. Semaforo rosso al beneficio per l’apprendistato. Non sarà possibile accedere alla facilitazione se il lavoratore, nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della legge (ottobre, novembre e dicembre 2015 – periodo fisso) avrà intrattenuto un contratto a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro (anche per interposta persona), comprese le società collegate o controllate ex articolo 2359 del codice civile. L’incentivo, inoltre, può essere fruito per lo stesso dipendente una volta sola e non è compatibile con l’esonero triennale previsto dalla legge di stabilità 2015.

Si ritiene che, come già avvenuto per l’esonero previsto dalla legge 190/2014, potranno essere ammesse all’incentivo anche le stabilizzazioni di lavoratori già occupati presso la medesima azienda con uno o più contratti a termine. Se verrà confermata la prassi di quest’anno – peraltro ancora in attesa di compiuta definizione – troverà applicazione anche il criterio particolare, invero non previsto dalla norma, consistente nell’utilizzo di un tetto mensile; di conseguenza, per ogni mese solare i datori di lavoro potranno contare su uno sconto che trova il suo limite in 270,83 euro (1/12 di 3.250 euro).

Potrebbe, inoltre, continuare a operare il riproporzionamento per i part-time, stabilito dall’Inps e non postulato dal legislatore.

-->