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Per le micro aziende Cigd per 3 mesi nel 2016

Cassa in deroga anche nel 2016 ma con limite massimo a 3 mesi
Il disegno di legge di stabilità 2016 lascia aperto uno spiraglio anche per il prossimo anno per le micro-imprese che non potranno avere accesso al nuovo sistema dei fondi di solidarietà delineato dal decreto legislativo 148/2015, attuativo del Jobs act.

Infatti, sulla scorta delle previsioni della legge 92/2012, che disponeva la possibilità di concedere la cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2016, il Ddl incrementa di 250 milioni di euro la dote di finanziamento di questi sussidi.

Potranno così beneficiare del paracadute della Cig in deroga, per tutto il 2016, i datori di lavoro fino a cinque dipendenti non rientranti nel fondo di integrazione salariale né in quello dei fondi di solidarietà bilaterali (salvo specifiche discipline di comparto), ma anche quelli con organico nella fascia da sei a quindici dipendenti: nel caso di questi ultimi si tratta di quella sfera di datori attratti nel sistema della solidarietà dal Dlgs 148/2015 che, però, potranno usufruire delle prestazioni di integrazione salariale (assegno di solidarietà) non prima del 1° luglio 2016, data in cui uscirà di scena il contratto di solidarietà di tipo “B”.

In sostanza, l’obiettivo del Ddl è facilitare la transizione dalla Cig in deroga all’impianto tracciato dal Jobs act in tema di ammortizzatori.

Alla platea delle aziende interessate si aggiungono anche quelle che, nel corso del 2016, andranno eventualmente a esaurire l’utilizzo dei trattamenti di integrazione salariale “ordinari”.

Dal punto di vista operativo, il rifinanziamento dei sussidi in deroga fa sempre riferimento alle regole introdotte dal decreto Lavoro-Economia 83473/2014, fissando un limite massimo di tre mesi nell’arco di un anno per la concessione o la proroga del trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016.

Novità anche per il trattamento di mobilità in deroga: il Ddl stabilità prevede che – per il 2016 – in parziale rettifica a quanto stabilito dall’articolo 3, comma 5, del Dm 83473, il sussidio non possa essere concesso ai lavoratori che, alla data di decorrenza del trattamento, abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi.

Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti in particolari aree. Per questi lavoratori (ma il testo non è chiaro se intende tutti i precedenti o solo quelli con i due mesi extra) il periodo complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.

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