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Il cambio di appalto per i call center: nuova tutela

Un ombrello ai call center
Se arriverà il voto finale della Camera al ddl delega sulla riforma degli appalti, gli 80mila lavoratori dei call center in Italia in forza a circa 200 aziende avranno una nuova tutela occupazionale: la clausola sociale. Ovvero un meccanismo che prevede che, nel caso in cui l’appalto cambi gestore, i posti di lavoro siano garantiti. In pratica, chi subentra deve anche farsi carico del personale impegnato nell’attività. Nella delega, l’emendamento é stato inserito dalla commissione Ambiente della Camera e se martedì ci sarà l’ok dell’aula, la norma diverrà esecutiva rispetto al testo che poi il Governo dovrà dettagliare nel decreto delegato e quindi nel nuovo Codice degli appalti.

La clausola sociale piace ai sindacati e ad Assocontact, l’associazione di Confindustria che rappresenta i call center. Critica invece Asstel, che rappresenta le compagnie telefoniche, anch’essa associata a Confindustria, che ha chiesto al Governo modifiche. Questa richiesta di Asstel ha subito innescato la reazione dell’Slc Cgil, il sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni, che invita il Governo a non cedere sull’impostazione della delega e quindi a mantenere la clausola sociale, evidenziando che in caso contrario ritirerebbe la firma dall’accordo al ministero del Lavoro col quale, a fine luglio, si sono evitati esuberi nei call center della multinazionale francese Teleperformance a Roma e Taranto, quest’ultimo uno dei più grandi d’Italia con 1.600 unità. Il call center di Taranto, insomma, come elemento di pressione per una vicenda più generale. Per l’Slc Cgil «la decisione di rimandare a domani l’emendamento sulla clausola sociale è segno che gruppi di potere stanno premendo perché non vengano garantiti i diritti dei lavoratori». «Francamente non capiamo la posizione dell’Slc Cgil – spiega Paolo Sarzana, vice presidente di Teleperformance – perché contraddice tutto un impegno comune delle parti su questi temi. Come i sindacati, anche Assocontact vuole infatti una svolta per i call center». Sarzana quindi annuncia che Teleperformance sta vagliando l’uscita anticipata dai contratti di solidarietà che, in base all’accordo, per gli addetti di Taranto e Roma scadono a luglio 2016. «Si va quindi verso un’evoluzione positiva – sottolinea -, altro che rischio esuberi paventato dall’Slc Cgil col ritiro della firma dall’accordo».

In una lettera ai ministri Poletti, Delrio e Guidi, il presidente di Assocontact, Roberto Boggio, definisce «un elemento di stabilità» la clausola sociale. «Siamo perciò convinti che il testo della norma in questione vada approvato così com’è, senza subire ulteriori modificazioni, non condividendo posizioni differenti emerse da altre realtà associative, primaria espressione della nostra storica committenza più che delle aziende del nostro settore», sottolinea Boggio.

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