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Legge di stabilità welfare incentivato per i lavoratori

Welfare» esentasse fino a 2.500 euro
Arrivano incentivi fiscali al welfare aziendale “contrattato”, che sia strettamente legato alla produttività. Le somme erogate dall’impresa “in sede negoziale” fino a 2.500 euro l’anno diventano esentasse, e potranno essere erogate anche sotto forma di voucher.

La novità è contenuta nella bozza di legge di Stabilità esaminata ieri dal governo. «Si amplia il menù dei servizi erogabili ai dipendenti – spiega Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro alla Bocconi di Milano e consigliere giuridico del premier, Matteo Renzi -. Attraverso lo strumento del voucher potranno essere offerti, per esempio, prestazioni di assistenza alla non autosufficienza per gli anziani. Anche l’eventuale distribuzione degli utili aziendali, laddove viene fatta, godrà dello sgravio fiscale».

L’obiettivo del governo è «dare ossigeno e sostegno alla contrattazione decentrata – aggiunge Del Conte – e a tutte quelle forme di partecipazione, azienda-lavoratori, che si riescono a raggiungere in sede contrattuale, e purchè legate a reali incrementi di produttività e redditività dell’impresa».

Già oggi ci sono alcuni beni e servizi, espressamente individuati nel testo unico delle imposte sui redditi oppure da norme settoriali, che possono essere erogati in favore dei dipendenti senza dover scontare l’incremento di costo che tipicamente accompagna ogni erogazione collegata al rapporto di lavoro.

Così, attualmente, se l’azienda decide di approntare un piano di welfare aziendale nel quale sono inclusi – servizi per la famiglia (nidi e trasporti per figli, mutui), servizi sanitari, forme di tutela previdenziale integrativa, sostegni per l’istruzione e servizi ricreativi, gli incentivi esistenti consentono di accorciare la distanza tra quanto spende l’azienda e quanto entra in tasca al dipendente.

Il punto critico di questo sistema, finora, è che nell’attuale contesto normativo, questi strumenti hanno dei limiti. Il primo, e più importante, consiste nel carattere essenzialmente volontario che un piano di welfare deve avere per massimizzare i benefici previsti dalla normativa fiscale; questo vuol dire che un piano di welfare, nel momento in cui diventa obbligatorio perché previsto da un accordo collettivo, perde molti dei benefici fiscali previsti dalla legge.

Tutto ciò, sostengono i tecnici del governo, ha limitato il welfare aziendale a pochissime grandi imprese, anche per evitare che i datori di lavoro potessero sostituire il salario (di norma, tassato) con il welfare (incentivato).

Adesso, però, si cambia. Il premio di 2.500 euro l’anno si può distribuire attraverso il tradizionale premio di produttività (resta la tassazione al 10%); il profit sharing (anche qui con la tassazione al 10%), o, ed è la novità introdotta dall’esecutivo, con voucher di welfare aziendale.

«Con la legge di Stabilità finalmente stabiliamo che il welfare si può fare anche nella contrattazione aziendale fino a 2.500 euro e si può fare attraverso voucher – evidenzia Marco Leonardi, economista alla Statale di Milano -. E ciò può favorirne molto la diffusione e creare occupazione attraverso un nuovo settore di operatori che intermedia i voucher tra aziende e fornitori di servizi». Per le grandi aziende che vogliono continuare a fare welfare unilaterale non cambia niente, devono rispettare gli stessi limiti oggi esistenti.

L’intento del governo, aggiunge Leonardi, è anche quello di togliere alibi al sindacato: «Se si vuole un welfare aziendale incentivato – ha detto – si deve contrattare in azienda».

La bozza di legge di stabilità incentiva anche la partecipazione dei lavoratori. «Per le aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro con commissioni paritetiche il premio di produttività/welfare è più alto, e può appunto raggiungere 2.500 euro», sottolinea Del Conte. Viene incentivata anche l’assegnazione dei 2.500 euro attraverso la distribuzione degli utili ai dipendenti (oggi nessuno distribuisce premi attraverso distribuzione di utili perché è penalizzato, da domani la distribuzione degli utili è trattata fiscalmente allo stesso modo di premi di produttività).

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