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Cumulabilità Voucher e prestazioni di sostegno al reddito

Lavoro accessorio compatibile con gli ammortizzatori già dal 1° gennaio 2015
Dopo che il Dlgs 81/2015 ha reso strutturale la possibilità di ricorrere al lavoro accessorio per coloro che percepiscono ammortizzatori sociali, elevandone il tetto di utilizzo a 3.000 euro nell’anno civile, l’Inps interviene con alcune precisazioni contenute nella circolare 170/2015 .

La volontà legislativa di tutelare il lavoratore, afferma l’istituto, deve riguardare anche il periodo antecedente l’entrata in vigore del Testo unico dei contratti di lavoro. Ne deriva che quanto incassato dal lavoratore, per prestazioni accessorie, è totalmente compatibile con l’indennità di mobilità sin dal 1° gennaio 2015, nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile.

Per compensi superiori, ma comunque entro la soglia massima di 7.000 euro, la computabilità e la cumulabilità con l’indennità di mobilità è possibile nella misura in cui il prestatore (che ha 5 giorni per comunicarlo all’Inps), vada a percepire un reddito pari alla retribuzione spettante al momento della sua collocazione in mobilità.

Anche per la Naspi cumulabilità/compatibilità totale sino a 3.000 euro; in caso di importi superiori (sino a 7.000 euro) la Naspi subisce una decurtazione. Il percettore della nuova assicurazione ha 30 giorni per informare l’Inps.

Semaforo verde anche per la Cig, sempre nel limite di 3.000 euro. In tal caso l’interessato può omettere la comunicazione preventiva all’istituto. Per la parte eccedente, e fino a 7.000 euro, la cumulabilità è parziale e si deve darne notizia all’Inps prima che il compenso superi i 3.000 euro, anche se derivante da più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno, pena la decadenza dalle integrazioni.

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