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Riforma Fisacle: per la Certificazione Unica sanzioni meno gravose

Per la certificazione unica con le attenuanti sanzioni meno gravose
Il decreto sanzioni contiene importanti novità anche in riferimento alle comunicazioni obbligatorie legate al modello 730 “precompilato”. Con riflessi, in particolare, sulle sanzioni per le violazioni in tema di Certificazione unica, comunicazioni delle casse di previdenza e sistema Tessera sanitaria. Novità si registrano anche in merito al rilascio di visto infedele.

Certificazione unica
Per quanto concerne la Cu l’articolo 21 del decreto modifica la disciplina sanzionatoria prevista dall’articolo 4, comma 6-quinques del Dpr 322/98. Tale norma prevede che per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di cento euro; nei casi di errata trasmissione della certificazione, la sanzione non si applica se la trasmissione della corretta certificazione è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza indicata nel primo periodo. Vengono ora introdotte due attenuanti. La prima istituisce un tetto massimo di 50mila euro, per ciascun sostituto d’imposta, quale limite per l’irrogazione della sanzione. Così, ad esempio, in caso di omessa trasmissione di 600 Cu, al sostituto d’imposta potrà essere irrogata la sanzione massima di 50mila euro in luogo della precedente di 60mila. La seconda riguarda l’introduzione di una riduzione a 1/3 della sanzione irrogabile, con un massimo di euro 20mila, qualora la certificazione venga correttamente trasmessa entro sessanta giorni dal termine per l’invio delle stessa. La trasmissione della certificazione entro questo termine consente dunque di beneficiare della riduzione della sanzione a 33,33 euro per ciascun modello trasmesso nei termini. Queste novità attenuano in qualche modo il carico sanzionatorio previsto per le violazioni legate alla Cu; forse avrebbero potuto essere ulteriormente ridotte soprattutto con riferimento a quelle aventi ad oggetto soggetti non “settetrentisti”. Le medesime riduzioni vengono estese dal successivo articolo 22 del decreto agli enti previdenziali e casse aventi fine assistenziale tenuti a comunicare all’Anagrafe gli elenchi dei soggetti ai quali sono state rimborsate spese sanitarie per effetto di contributi versati ex articolo 51, comma 2, lettera ad del Tuir e, dall’articolo 23, alle violazioni degli obblighi di comunicazione del Sistema tessera sanitaria.

In caso di visto infedele
Da ultimo l’articolo 24 interviene sull’articolo 39 del Dlgs 241/97 in tema di visto infedele al fine di coordinare la norma con le modifiche normative intervenute in tema di ravvedimento operoso. Al riguardo la relazione illustrativa chiarisce che l’intervento si è reso necessario al fine di consentire, in caso di correzione spontanea delle dichiarazione entro il 10 novembre, di beneficiare della nuova e più vantaggiosa riduzione sanzionatoria (1/9 del minimo) prevista dalla lettera a bis) dell’articolo 13 del Dlgs 472/97; la norma, infatti, conteneva esclusivamente il riferimento alla riduzione prevista dalla lettera b) del medesimo articolo 13 (1/8 del minimo) .

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