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Cig: contributi addizionali maggiorati

Contributo addizionale Cig, crescono i costi per le aziende
Nel riformare il sistema di finanziamento della Cig e della Cigs, il legislatore ha ridotto il contributo ordinario che si versa mensilmente sulla retribuzione imponibile del lavoratore e ha aumentato il contributo addizionale per le aziende che utilizzano effettivamente la cassa integrazione.

La novità ha un rilevante impatto sui conti aziendali, sia per la misura percentuale del contributo che è stata aumentata e che cresce in base alla durata della Cig e della Cigs sia a causa della modifica della base imponibile sulla quale calcolarlo.

Sistema previgente
Nel periodo ante riforma, il contributo addizionale era dovuto nelle seguenti misure:

  • 4% per la Cig ordinaria chiesta dalle aziende industriali fino a 50 dipendenti;
  • 8% per le richieste di Cig per le aziende con oltre 50 dipendenti;
  • 5% per le aziende del settore edile e lapideo, a prescindere dal numero dei dipendenti;
  • 3% per la Cig straordinaria chiesta dalle aziende industriali fino a 50 dipendenti;
  • 4,5% per le richieste di Cigs per le aziende con oltre 50 dipendenti.

Il contributo addizionale si calcolava sulle integrazioni salariali corrisposte ai lavoratori, al netto dell’aliquota di riduzione pari all’importo dell’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti.

Sistema attuale
Il contributo addizionale non è più differenziato per settori e limiti dimensionali ma la misura è la stessa qualsiasi sia la tipologia di trattamento richiesto (Cig ordinaria o straordinaria) e il limite dimensionale dell’azienda (fino a 50 o più di 50 dipendenti). Inoltre la nuova misura del contributo addizionale è stabilita in misura gradualmente crescente in relazione alla durata dell’utilizzo della cassa integrazione, pari al:

  • 9% fino a 52 settimane (primo anno di durata) in un quinquennio mobile;
  • 12% dalla 53^ alla 104 settima (secondo anno di durata) in un quinquennio mobile;
  • 15% dalla 105^ settimana in poi (dall’inizio del terzo anno di durata in poi) in un quinquennio mobile.

Il contributo addizionale è calcolato sulla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate.
Anche nel nuovo sistema, è stato confermato l’esonero dal versamento del contributo addizionale quando l’integrazione salariale è autorizzata per eventi cosiddetti “oggettivamente non evitabili”, vale a dire in presenza di causali determinate da casi fortuiti, improvvisi e non prevedibili, per i quali risulti evidente la forza maggiore e, pertanto, non rientranti nel rischio di impresa.

Quale impatto sui conti aziendali
Il nuovo metodo di calcolo del contributo addizionale ha un notevole impatto sui conti aziendali, sia per la misura che è aumentata ma, soprattutto per il fatto che non prende più a riferimento l’importo della prestazione erogata al lavoratore ma la retribuzione persa

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