Filtra per categoria

Restyling per i contratti di solidarietà

La solidarietà con i limiti Cigs
Restyling, e non da poco, per i contratti di solidarietà (Cds) difensivi. Lo schema di decreto di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro interviene su questo strumento, sia con riferimento alla solidarietà accompagnata da Cigs (Cds di tipo A), sia a riguardo di quella in favore delle aziende che non gravitano nell’orbita della cassa integrazione straordinaria (Cds di tipo B).

Per questa seconda tipologia il decreto, attraverso l’abrogazione (dal 1° luglio 2016) dell’articolo 5 del Dl 148/1993 (legge 236/1993), ne stabilisce di fatto l’uscita di scena. Potrà essere sostituito dall’assegno di solidarietà erogato dai fondi di solidarietà bilaterali alternativi, ovvero dal Fondo di solidarietà residuale che, dal 1° gennaio 2016, si chiamerà Fondo di integrazione salariale.

Rimane in vita, invece, il contratto di solidarietà accompagnato da Cigs, ma con qualche consistente variante. In primo luogo, la relativa normativa di riferimento (articolo 1 della legge 863/1984 ) scompare in quanto abrogata dal nuovo decreto. Il contratto di solidarietà viene attratto dalla disciplina del titolo terzo dello schema di decreto che regolamenta la Cigs di cui diviene una causale.

Sul fronte del trattamento di integrazione salariale, la modifica determinerà che l’assegno Cigs, a supporto delle ore oggetto dell’accordo di solidarietà, potrà raggiungere l’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore. Secondo l’attuale disciplina (in via di scomparsa) l’integrazione di base è pari al 60%, ma in realtà negli ultimi anni si è avuto un innalzamento dell’intervento prima all’80% sceso poi al 70 per cento.

Tuttavia, se da un lato la portata dell’intervento si cristallizza alla percentuale più elevata, dall’altro va osservato che il relativo ammontare soggiacerà ai due massimali di legge, differenti in relazione alla retribuzione di riferimento (per il 2015 971,71 euro per compensi mensili fino a 2.102,24 euro – 1.167,91 euro per retribuzioni mensili superiori) e annualmente indicizzabili in base all’aumento Istat. Va annotato che, sino a questo momento, la cassa erogata a supporto dei Cds non subisce tali limitazioni.

Inoltre, come gli altri trattamenti Cigs, anche l’assegno per contratto di solidarietà risentirà dell’applicazione del contributo addizionale. Si tratta di un onere aggiuntivo che le aziende devono sostenere quando utilizzano la cassa. Poiché, come già accennato, il Cds diventerà una causa di intervento della Cigs, tale costo sarà molto più sensibile per le aziende, in conseguenza delle modifiche apportate alle misure e ai criteri di applicazione (la base imponibile sarà costituita dalla retribuzione persa dai lavoratori e non più dall’ammontare dell’integrazione).

Riguardo alla durata della solidarietà per ciascuna unità produttiva, il trattamento straordinario di integrazione salariale potrà arrivare a un massimo di 24 mesi in un quinquennio mobile, che – in taluni casi – possono diventare 36.

Da segnalare anche – tra le altre modifiche apportate al precedente impianto – che il contratto di solidarietà dovrà essere stipulato con accordi collettivi nazionali (in precedenza era possibile anche il ricorso a un contratto aziendale). Inoltre le quote di Tfr relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro non saranno più a carico della cassa integrazione ma di altra gestione Inps, pur sussistendo tuttavia dei particolari casi di licenziamenti di lavoratori in cui il Tfr resta a comunque carico della cassa.

Per i contratti di solidarietà assistiti da Cigs, riferiti ad accordi e richieste antecedenti all’entrata in vigore del decreto legislativo di riordino, ai fini della durata e della misura, resta confermata la vecchia disciplina. Per altri aspetti collegati ai Cds in genere occorrerà attendere le indicazioni degli enti preposti, in particolare sulla possibile convivenza – fino al 30 giugno 2016 – dell’articolo 5 del Dl 148/1993 con il nuovo impianto che regolamenterà i Cds per le aziende che operano in settori privi di ammortizzatori sociali.

-->