Filtra per categoria

Cigo: tempistiche molto più strette per effettuare le istanze all’Inps

Per la Cigo istanze all’Inps entro 15 giorni dalla sospensione dell’attività lavorativa
Le novità del dlgs che regola la Cassa integrazione toccano da vicino anche le procedure d’accesso ai trattamenti di Cigo e Cigs.

Con riferimento alla prima, occorrerà prestare attenzione alle tempistiche molto più strette per effettuare le istanze all’Inps: sebbene i passaggi riferiti all’informazione e alla consultazione sindacale restino immutati, con il nuovo regime ci saranno solo 15 giorni di tempo – dall’inizio della sospensione – per inviare telematicamente la domanda. Il termine vigente è, infatti, molto più ampio poiché consente la presentazione entro il 25° giorno dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario.

È stata, comunque, mantenuta la disposizione secondo la quale la domanda presentata tardivamente potrà consentire la concessione del trattamento per la settimana anteriore rispetto alla data di presentazione dell’istanza stessa.

Più diffuse si presentano, invece, le novità in materia di Cassa integrazione straordinaria, per quanto concerne la fase di consultazione sindacale: qui il legislatore – pur mantenendo inalterate le attuali tempistiche – ha operato uno snellimento sui contenuti che vanno forniti alle rappresentanze sindacali. Dall’entrata in vigore del decreto delegato, le imprese interessate saranno tenute a comunicare solo le cause di sospensione o di riduzione dell’attività, l’entità e la durata prevedibile della Cigs, il numero dei lavoratori coinvolti, potendo così omettere i criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalità della rotazione.

Passando all’esame congiunto, rispetto ai punti che già oggi devono formare oggetto di discussione, presso il competente ufficio in sede regionale o presso il Lavoro (per le imprese plurilocalizzate) sono state apportate due modifiche: la prima presuppone la valutazione delle ragioni che rendono non praticabili forme alternative di riduzione di orario (la Legge 183/14 impone proprio questa sorta di filtro, prima di accedere agli ammortizzatori); la seconda specifica come i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere debbano sposarsi con le motivazioni per le quali è richiesta la Cigs.

Dalla versione del dlgs licenziata dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso è stata, invece, espunta la disposizione contenuta nello schema iniziale del provvedimento che prevedeva, a carico delle parti, di indicare espressamente l’impossibilità di ricorrere alla declinazione del Cds.

Al pari della Cigo, anche per la Cigs appare però contingentato l’iter del procedimento per la concessione del trattamento: il termine per produrre la domanda al ministero del Lavoro (contestualmente anche alla Dtl) passa dall’attuale 25° giorno dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario (ridotto a 20 giorni dalla sospensione per le Cigs a pagamento diretto) a soli 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale che ne disciplina il ricorso. Inoltre, le sospensioni o le riduzioni di orario dei lavoratori coinvolti nella Cigs non potranno decorrere dalla data prevista dall’accordo sindacale o dalla fine della consultazione ma potranno avvenire solo decorsi 30 giorni dalla data di presentazione della domanda al ministero (questa modifica entrerà in vigore per le Cigs richieste dal 1° novembre 2015): si tratta di un aspetto che potrebbe rivelarsi penalizzante, considerando che coinvolge imprese già in crisi e che imporrà una programmazione più oculata nell’accesso a queste procedure.

Tempi certi sono stati, infine, previsti in merito alle verifiche ispettive sulla corretta esplicazione del programma di Cigs.

-->