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Lavoro accessorio: i voucher dell’impresa accreditati sulla card

Il lavoro accessorio è stato modificato dal decreto legislativo 81/15.
L’Inps, con la circolare 149/15, ha fornito le prime indicazioni in merito alle novità (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 agosto).

Il limite dei compensi che il lavoratore può percepire passa da 5mila a 7mila euro netti (pari a 9.333 euro lordi ) all’anno. Il singolo committente – imprenditore o professionista – non potrà, tuttavia, erogare compensi superiori a 2.020 euro netti (pari a 2.693 euro lordi). In agricoltura potranno ricevere il voucher, occasionalmente e stagionalmente, i pensionati e i giovani con meno di 25 anni di età se studenti nonché tutti coloro che svolgeranno attività a favore di alcuni produttori agricoli minori. Nella circolare si evidenzia che la possibilità di ricorrere al lavoro accessorio per i lavoratori in Cig e/o beneficiari di indennità di disoccupazione, Aspi, mini Aspi e Naspi, è stata confermata e resa stabile; in queste ipotesi cambia il limite della prestazione che si colloca a 3mila euro netti, corrispondenti a 4mila lordi.

In attesa del Dm che stabilirà il valore nominale dei buoni, lo stesso è fissato a 10 euro l’ora che – dedotti contributi e spese – permetterà al prestatore di intascare 7,50 euro su cui non dovrà pagare imposte.

La novità normativa che impatta con gli aspetti pratici delle gestione dei voucher è rappresentata dal fatto che i committenti imprenditori e i liberi professionisti, possono utilizzare – solo ed esclusivamente – i voucher telematici. Questi committenti, se vogliono far ricorso al lavoro accessorio, potranno acquistare i buoni lavoro attraverso la procedura telematica Inps oppure presso i tabaccai che aderiscono alla convenzione stipulata tra Inps e Fit (avvalendosi del servizio internet Banking di Intesa Sanpaolo) e anche presso le Banche popolari abilitate.

Nel documento, viene precisato che si possono reperire buoni su carta presso le sedi dell’Inps, fino al 31 dicembre 2015 ma limitatamente ai voucher che vengono utilizzati per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

Riguardo al nuovo obbligo di comunicazione preventiva alla Dtl sull’utilizzo del lavoro accessorio, l’Inps fa presente che il ministero (nota 337/2015) ha fatto sapere che, per il momento, si deve continuare a utilizzare la comunicazione contenuta nelle procedure informatiche dell’Istituto, valida anche ai fini Inail. Vale la pena rammentare che la mancata comunicazione, prevede l’applicazione della maxisanzione prevista per il lavoro nero.

La procedura informatica per l’utilizzo dei voucher, obbligatoria per imprese e professionisti, in relazione alle modifiche illustrate, è presente nel sito dell’Inps e vi si può accedere tramite Pin. Sono previste diverse fasi. Entrambi i soggetti (committente e prestatore) devono registrarsi. È previsto che il lavoratore maggiorenne riceva da Poste italiane, una Inps card denominata Postepay virtual. Le prestazioni eseguite saranno accreditate su questo strumento di pagamento e il prestatore ne potrà fruire dopo aver attivato la card; altrimenti il pagamento avverrà automaticamente attraverso bonifico domiciliato, riscuotibile presso tutti gli uffici postali.

Per usufruire del servizio, il committente che si avvale di voucher telematici deve provvedere al versamento di una somma di denaro che vada a incrementare il conto a lui intestato. Il versamento può essere eseguito tramite F24, conto corrente o mediante pagamento on-line (anche con carta di credito). Solo dopo aver costituito la riserva si può procedere a comunicare, in via preventiva, la prestazione. Al termine di quest’ultima, il committente esegue la fase di consuntivazione, indicando i dati della prestazione e ripartendo le risorse economiche per i vari soggetti di cui si è avvalso. L’Inps, effettuate le verifiche, procede a riconoscere le somme ai lavoratori.

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