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Accesso al Pra per gli ispettori

Gli ispettori del lavoro possono accedere al PRA per le verifiche ispettive
L’attività ispettiva del ministero del lavoro da oggi ha uno strumento in più: l’accesso immediato alla banca dati del Pubblico registro automobilistico. Il protocollo siglato martedì tra l’Aci, Automobile club d’Italia, e ministero del Lavoro diventerà operativo molto presto, questione di giorni, non appena saranno distribuite le password ai 2.388 ispettori che svolgono l’attività di vigilanza sui luoghi di lavoro. Data la facilità di accesso al sistema e la semplicità della consultazione non è infatti necessaria una formazione ad hoc.

«La possibilità di consultare la banca dati del Pra avrà un impatto importante sul lavoro degli ispettori – spiega il direttore generale per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro Danilo Papa – perché fornisce numerose e importanti informazioni in tempo reale. Nei cantieri per esempio – spiega Papa – spesso operano aziende diverse e a volte si perde molto tempo per individuare chi sono le aziende responsabili, ora basterà collegarsi al Pra per scoprire a quali società sono intestati i veicoli». L’azione di vigilanza sarà più incisiva, dunque, soprattutto in alcuni settori come l’edilizia, l’agricoltura e i trasporti.

Il Pra conta 106 uffici provinciali, raccoglie oltre 38 milioni di veicoli, e ogni anno in tempo reale registra più di 11 milioni di passaggi. Si tratta di una banca dati ricchissima che, per ogni mezzo, fornisce le credenziali dell’intestatario – quando si tratta di una società vengono indicati i dati del legale rappresentante – e le caratteristiche tecniche del veicolo specificando per esempio se ci sono pendenze, pignoramenti giudiziari, blocco amministrativo o sequestro.

Ogni cittadino può chiedere – al costo di 6 euro a visura – informazioni sui veicoli fornendo il numero di targa, e ogni anno sono circa 500mila le richieste avanzate al Pra dai privati. Per le pubbliche amministrazioni, inclusi gli ispettori del lavoro, l’accesso invece è gratuito.

«Il Pra è un pubblico registro – spiega il direttore Giorgio Brandi – noi siamo tenuti a consentire la consultazione alle amministrazioni pubbliche, e infatti abbiamo all’attivo numerosi accordi. Quello siglato con il ministero del Lavoro è importante perché fornisce agli ispettori informazioni utili a contrastare fenomeni illegali o borderline» .

Il protocollo d’intesa siglato tra Aci e ministero del Lavoro definisce le regole per la consultazione dei dati. I costi di quest’operazione, a detta dei diretti interessati, sono del tutto marginali: l’apparato tecnico già esiste ed è operativo da tempo.

Per ora l’accesso al Pra è possibile solo attraverso un computer ma, anticipa Brandi «stiamo lavorando per estendere anche agli smartphone la possibilità di consultazione»; opzione che potrebbe diventare operativa tra qualche mese.

La direzione per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro, che ha avviato a marzo l’iter per consentire ai propri ispettori l’accesso al Pra, ha rivolto la sua attenzione anche ad altre banche dati. «La possibilità di incrociarle tra loro diverse banche dati – afferma Danilo Papa – rende l’attività ispettiva più efficace; il metodo diventerà sempre più centrale come dimostra il decreto legislativo per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale. Il decreto, in via di approvazione, prevede l’accesso a tutte le banche dati dell’Inps, dell’Inail e dell’agenzia delle Entrate».

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