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Jobs act: in arrivo gli ultimi decreti legislativi.

Jobs act, sì ai controlli a distanza
Cassa integrazione e solidarietà cambieranno, con un tetto complessivo fino a 36 mesi. Le aziende “cessate”, dove è pronto un nuovo acquirente, potranno contare su un ulteriore periodo di Cigs «transitorio» rispettivamente di 12, 9 e 6 mesi, entro il limite massimo di 50 milioni di euro annui per il periodo 2016-2018. Sui controlli a distanza si deciderà oggi.
L’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive, decollerà solo dal 2016; le attività ispettive in materia di lavoro si semplificheranno, e cambiano anche le norme sulle dimissioni dei lavoratori (arrivano moduli telematici che dovrà fornire il ministero del Lavoro).

Questa mattina, salvo sorprese dell’ultima ora, sono attesi sul tavolo del Consiglio dei ministri gli ultimi 4 Dlgs attuativi del Jobs act su: semplificazioni, ispezioni, riordino Cig, nuovi servizi per il lavoro. Il tema delicato delle modifiche all’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori sarà probabilmente sciolto all’interno della riunione di Governo. Anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ieri, ha sottolineato come possibili correttivi, se ci saranno, verranno decisi «in modo collegiale».

Da quanto si apprende, palazzo Chigi vorrebbe mantenere la norma attuale che esonera dal percorso di autorizzazione (sindacale o amministrativa) l’installazione di quegli strumenti che servono al dipendente per eseguire la prestazione lavorativa, e di quelli necessari per registrare gli accessi e le presenze (vale a dire, pc, tablet, telefonini, badge). La procedura autorizzatoria rimane per le telecamere, ma si apre alla possibilità di utilizzare, anche ai fini disciplinari, le informazioni raccolte in maniera regolare, a patto cioè che sia data adeguata informazione al lavoratore e si rispettino le norme sulla privacy. Nel corso dell’esame parlamentare sono stati evidenziati alcuni correttivi, come quello di vietare l’uso delle informazioni raccolte solo con le telecamere (su cui preme una parte del Pd, capeggiata da Cesare Damiano); oppure di inasprire le sanzioni penali in caso di mancata informazione preventiva al lavoratore, e in genere in tutte le ipotesi di violazione delle regole (proposta della commissione Lavoro del Senato). Questi rilievi sono oggetto di approfondimenti tecnici, e una decisione politica finale sarà presa solo stamane.

Per quanto riguarda, invece, il Dlgs sulle nuove politiche attive si rafforzerà la condizionalità degli interventi: i percettori di Naspi, cioè, avranno diritto alla ricollocazione: «In questo modo si creerà un circolo virtuoso tra chi perde il lavoro e viene aiutato a ricollocarsi», sottolinea la capogruppo Pd in commissione Lavoro del Senato, Annamaria Parente. La nuova Agenzia per le politiche attive (Anpal) dovrà coordinare il cambiamento dei nostri servizi per il lavoro: nell’operazione avrà come braccio tecnico operativo la società ItaliaLavoro (che quindi non viene superata). Una novità potrebbe arrivare anche sui fondi interprofessionali per la formazione continua: lo Stato avrebbe solo un funzione di «indirizzo politico» (e non più quindi di controllo).

Quanto infine alle ispezioni, arriverà l’Ispettorato nazionale del lavoro, con la funzione di razionalizzare e semplificare l’attività di vigilanza (oggi sparsa tra ministero del Lavoro, Inps e Inail).

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