Filtra per categoria

Nuova conciliazione e comunicazione telematica

Comunicazione telematica solo se c’è offerta di conciliazione
Nuovi chiarimenti sulla comunicazione telematica dell’offerta di conciliazione da parte del ministero del Lavoro con nota 3845 del 22 luglio 2015.

Già con la nota 2788 del 27 maggio erano state fornite le prime indicazioni applicative su quello che si propone di essere un ulteriore adempimento a carico dei datori di lavoro, legato all’ipotesi di dipendenti assunti con il nuovo contratto a tutele crescenti. Questi, in caso di licenziamento illegittimo, hanno diritto a un’indennità parametrata al periodo di occupazione, sempreché il datore di lavoro non intenda risolvere un possibile contenzioso avanzando un’offerta di conciliazione stragiudiziale, ai sensi del comma 3 dell’articolo 6 del Dlgs 23/2015.

Il ministero informa che sul proprio portale (www.cliclavoro.gov.it) è disponibile l’applicazione che consente l’invio della comunicazione telematica dell’offerta di conciliazione ed è attiva una linea diretta con gli operatori per chiarimenti o suggerimenti sulla procedura.

Ai fini operativi, viene chiarito che:
1. la comunicazione deve essere inviata solo nell’ipotesi in cui il datore di lavoro propone la conciliazione al lavoratore;
2. la comunicazione va inviata dalle agenzie per il lavoro nel caso di risoluzione del rapporto;
3. la comunicazione non va inviata se la risoluzione avviene durante il periodo di prova.

Così come previsto per ogni altro tipo di comunicazione che interessa il rapporto di lavoro, anche quella relativa all’offerta di conciliazione può essere affidata dal datore di lavoro a:
a) consulenti del lavoro;
b) avvocati, procuratori legali, ragionieri e dottori commercialisti che esercitano l’attività di consulenza del lavoro;
c) servizi istituiti dalle associazioni di categoria delle imprese considerate artigiane, nonché delle piccole imprese, anche in forma cooperativa a cui i datori abbiano affidato le incombenze in materia di lavoro;
d)le associazioni di categoria delle imprese agricole;
e)le altre associazioni di categoria dei datori di lavoro, ex art. 6,co.1 del d.lgs. n. 297/2002;
f) le agenzie per il lavoro;
g) i consorzi e i gruppi d’impresa per conto di tutte le imprese del gruppo o consorziate.

-->