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Concordato e Durc

Concordato con continuità aziendale compatibile con il Durc online
L’imprenditore in stato di crisi che incide sulla sua capacità di adempiere regolarmente i propri debiti può presentare ai creditori un piano, con il quale avanza una proposta riguardo le modalità e i tempi di pagamento delle partite che risultano a suo carico dai dati contabili.

Il piano concordatario deve contenere una descrizione precisa dei beni aziendali, dei crediti e dei debiti in capo all’imprenditore e il percorso per la soddisfazione dei debiti in essere.
Al piano è accompagnata una relazione di un professionista che attesti la veridicità dei dati indicati e la fattibilità della proposta.

Il piano è approvato dal tribunale che nomina un giudice delegato a seguire la procedura e un commissario giudiziale con compiti di assistenza e di controllo nei confronti dell’imprenditore. Dalla data di presentazione del ricorso, a cui è allegato il piano concordatario, l’imprenditore continua a svolgere gli atti di ordinaria amministrazione e anche quelli di straordinaria amministrazione con l’assistenza del commissario giudiziale. Il ricorso è pubblicato nel registro delle imprese ai fini dell’assolvimento dell’onere di pubblicità.

Nel concordato con continuità aziendale, il piano prevede la prosecuzione dell’attività dell’imprenditore e deve indicare in maniera dettagliata i costi e le aspettative di ricavo che possono derivare dalla prosecuzione dell’esercizio dell’impresa.

Con riferimento all’ipotesi del concordato ex articolo 186 bis del Regio decreto 16 marzo 1942, numero 267 (legge fallimentare), il decreto del ministero del Lavoro 30 gennaio 2015 , all’articolo 5, comma 1, ha stabilito che «l’impresa si considera regolare nel periodo intercorrente tra la pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e il decreto di omologazione, a condizione che nel piano di cui all’articolo 161 del medesimo regio decreto sia prevista l’integrale soddisfazione dei crediti dell’Inps, dell’Inail e delle Casse edili e dei relativi accessori di legge».

Il ministero del Lavoro, con una nota del 21 aprile 2015 ( posizione confermata nella circolare sul Durc) ha ritenuto che la procedura di concordato con prosecuzione dell’attività aziendale potesse consentire il rilascio di un Durc regolare. In particolare, ai fini della regolarità contributiva, viene richiesto che il piano concordatario depositato presso il registro delle imprese, preveda l’integrale soddisfazione dei crediti degli istituti previdenziali e delle Casse edili nonché dei relativi accessori di seguito di disposizioni legislative.

Pertanto ai fini dell’attestazione della regolarità, il piano concordatario, che contiene la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta di concordato, deve contemplare l’integrale soddisfazione dei crediti contributivi con scadenza anteriore alla data di pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso per l’ammissione alla predetta procedura.

La procedura si propone come obiettivo la ripresa dell’attività aziendale, con il superamento dello stato di crisi, secondo quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 5 del decreto ministeriale. La regolarità in ogni caso potrà essere attestata ricorrendo l’ulteriore condizione del regolare versamento dei contribuiti aventi scadenza legale successiva alla data di pubblicazione del ricorso.

Per i crediti contributivi con scadenza anteriore alla data di pubblicazione del ricorso la verifica di regolarità viene operata in deroga a quanto previsto dall’articolo 3, comma 1 del Dm che la limita ai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la medesima verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive.

Al contrario, come previsto dal citato comma 5 dell’articolo 5 del Dm, tale criterio si applica alla verifica del regolare adempimento dei contribuiti con scadenza legale successiva alla data di pubblicazione del ricorso. Successivamente all’omologa del concordato, il piano non è più una semplice proposta del debitore, ma un impegno su cui vigilano tutti gli organi fallimentari.

Conseguentemente, in caso di mancato rispetto dei termini previsti dal piano per la soddisfazione dei crediti previdenziali, si determina la dichiarazione di irregolarità.
Infatti, l’articolo 185 della legge fallimentare dispone, dopo l’omologazione del concordato, l’obbligo del commissario giudiziale di sorvegliare l’adempimento, secondo le modalità stabilite nella sentenza di omologazione, cui corrisponde la facoltà di ciascuno dei creditori di chiedere la risoluzione del concordato per inadempimento ai sensi del successivo articolo 186, comma 3.

Tuttavia il piano può prevedere una parziale soddisfazione dei crediti dell’Inps, dell’Inail o delle Casse edili, o una loro retrocessione da crediti privilegiati a semplici crediti chirografari. Qualora il piano preveda questo tipo di riduzione delle garanzie a tutela dei crediti previdenziali, questa situazione non potrà non incidere sulla condizione di regolarità del soggetto per il quale è richiesto il Durc online.

In questo caso, come ricorda anche la circolare del ministero del Lavoro 19/2015, la verifica di regolarità non potrà che dare un esito irregolare. Tale circostanza, che può ricorrere sia con riguardo alla domanda di concordato ex articoli 161 ovvero 186 bis della legge fallimentare, si può determinare in quanto, ai sensi dell’articolo 177, il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.

Pertanto, a tale ultimo riguardo, coerentemente con il successivo esito di irregolarità della verifica, in questi casi dovrà sempre essere espresso il dissenso dell’Inps e dell’Inail ex articolo 178.

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