Filtra per categoria

No Durc: concordato in bianco

DURC on line così la gestione del concordato “in bianco”
Il concordato “in bianco” è un’opportunità riconosciuta all’imprenditori in difficoltà di “prenotare” uno strumento di risoluzione della crisi d’impresa, quale il concordato preventivo o l’accordo di ristrutturazione, avvalendosi in anticipo dell’ombrello protettivo del concordato, che garantisce la moratoria dei debiti e la protezione del patrimonio.

In favore del debitore si producono gli effetti protettivi (c.d. automatic stay) concernenti il divieto di inizio e prosecuzione di azioni esecutive o cautelari, nonché il divieto di acquisire titoli di prelazione, circ. MLPS n.19/2015.
L’imprenditore, in questo caso, presenta una semplice proposta a cui vengono legati gli effetti previsti per il concordato, impegnandosi a presentare il piano concordatario in un termine più ampio fissato dal giudice in un arco temporale compreso tra sessanta e 120 giorni, prorogabile.
Al ricorso contenente la domanda di concordato devono essere allegati i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti.
Appare evidente come tale procedura presenti elevati rischi per la soddisfazione completa dei crediti degli Enti previdenziali e quindi richieda particolare attenzione da parte degli Enti previdenziali nella loro veste di creditori.

La mancanza del piano concordatario, contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta, non consente di potere accertare che i crediti previdenziali maturati prima della data di pubblicazione del ricorso siano corrisposti o meno in misura integrale.
Questo stato di incertezza incide anche sulla condizione di regolarità determinandone conseguentemente un esito negativo.

Ciò in quanto, ai sensi del comma 2 dell’art. 160 della L.F. è la possibile che la proposta preveda “che i creditori muniti di privilegio, […] non vengano soddisfatti integralmente”.
La circolare INPS n. 126/2015 fornisce dettagliate indicazioni sui passaggi da seguire per le imprese in regime di “concordato in bianco”.
In queste ipotesi, l’invito alla regolarizzazione dovrà comprendere le esposizioni debitorie maturate sia antecedentemente alla presentazione del medesimo ricorso che nel periodo intercorrente tra la data della sua pubblicazione e quella in cui, nel termine fissato dal giudice (compreso fra sessanta e centoventi giorni salvo proroga), avverrà la presentazione della proposta, del piano e della documentazione prevista ai commi 2 e 3 del citato art. 161 L.F.

Tenuto conto, infatti, che la proposta ex art. 161, comma 6, rappresenta una mera dichiarazione di intenti, l’esito di irregolarità, come chiarito dalla circolare ministeriale rende legittima l’attivazione del procedimento di intervento sostitutivo da parte della Pubblica Amministrazione.
Ciò in ragione della circostanza che il pagamento delle esposizioni debitorie indicate nel Documento, avvenendo in adempimento di un obbligo di legge (art. 4, D.P.R. n. 207/2010 e comma 3 dell’art. 31, del D.L. n. 69/2013), non può considerarsi in contrasto con il principio di tutela della par condicio creditorum in virtù del quale il ricorrente può effettuare pagamenti di crediti anteriori al deposito della domanda solo se autorizzati dal Tribunale.

Quindi nelle ipotesi del c.d. concordato in bianco, l’impresa che ha in essere debiti con gli Istituti previdenziali non può che vedersi attestata una situazione di non regolarità contributiva, stante l’assenza di un piano di ristrutturazione del debito che può realizzare una garanzia per i creditori.

-->