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Job act – Somministrazione fuori dai limiti previsti dal CCNL

Somministrazione a termine:le novità del Jobs Act per gli under 25
Il Dlgs 15 giugno 2015, n. 81 conferma per la somministrazione a termine quanto già disciplinato dal Dl n. 34/2014 (legge n. 78/2014), in tema di contingentamento.

La somministrazione di lavoro a tempo determinato è utilizzata nei limiti quantitativi individuati dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il Dlgs n. 81/2015 stabilisce, però, che «è in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all’art. 8, comma 2, legge n. 223 del 1991, di soggetti disoccupati che godono, da almeno sei mesi, di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali, e di lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati” ai sensi dei numeri 4) e 99) dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali».

Si ricorda che è ai sensi del regolamento di cui sopra al punto citato 99 è “lavoratore molto svantaggiato” chiunque rientri in una delle seguenti categorie:

a) lavoratore privo da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito; o

b) lavoratore privo da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito che appartiene a una delle categorie di cui alle lettere da b) a g) della definizione di «lavoratore svantaggiato».

Mentre, sempre secondo il citato regolamento, è lavoratore svantaggiato chiunque soddisfi una delle seguenti condizioni:

a) non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

b) avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;

c) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;

d) aver superato i 50 anni di età;

e) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico;

f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;

g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.

Si registra quindi per effetto della nuova regolamentazione Ue un’apertura importante ai fini del superamento del contingentamento per i giovani under 25 : questo è senza meno un dato molto importante come detto per effetto del rinvio diretto al nuovo regolamento Ue.

Se si assume un giovane non c’è limite al contingentamento ove previsto dal Ccnl

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