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Nuove modalità di dimissioni in arrivo

Dimissioni con procedura telematica e con diritto di ripensamento
In caso di dimissioni volontarie o di risoluzione consensuale di qualsiasi rapporto di lavoro, ad eccezione di quello domestico, queste ultime dovranno essere rese esclusivamente con modalità telematica; sempre con le medesime modalità, inoltre, il dipendente avrà la facoltà di revocarle entro sette giorni dall’invio dalle stesse.

L’introduzione di una sorta di diritto di ripensamento del lavoratore in caso di dimissioni, ipotizzata nelle scorse settimane (si legga il Sole 24 Ore dello scorso 5 gennaio), ha superato il vaglio del Consiglio dei ministri e ha trovato spazio nell’articolo 26 del decreto legislativo in materia di semplificazioni.

Con la sola eccezione delle dimissioni previste per le lavoratrici madri e i lavoratori padri – che restano regolate dall’articolo 55, comma 4, del Dlgs 151/01 e devono essere convalidate dal servizio ispettivo del ministero del Lavoro e delle politiche sociali competente per territorio, convalida che ne condiziona l’efficacia – la nuova norma prevede che in tutti gli altri casi dimissioni e risoluzione consensuale vengono effettuate, a pena d’inefficacia, solo per via telematica per mezzo di appositi moduli ministeriali che saranno resi disponibili attraverso il sito www.lavoro.gov.it e che verranno trasmessi al datore di lavoro e alla Dtl competente.

Le modalità di trasmissione verranno evidenziate da un decreto dello stesso Lavoro, da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Dlgs semplificazioni, in cui saranno stabiliti i dati di identificazione del rapporto di lavoro da cui si intende recedere o che si intende risolvere, i dati d’identificazione del datore di lavoro e del lavoratore, nonché le modalità di trasmissione e gli standard tecnici «atti a definire la data certa di trasmissione».

Obiettivo della disposizione in materia di trasmissione telematica, oltre che quello di semplificare la procedura, è di aumentare il contrasto alla pratica illecita delle dimissioni in bianco. In quest’ottica sono pesanti anche le sanzioni poste a carico del datore di lavoro il quale alteri i moduli ministeriali per l’invio delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali: salvo che il fatto costituisca reato, recita il quinto comma dell’articolo 26, quest’ultimo viene punito con sanzione amministrativa da 5mila a 30mila euro. L’accertamento e l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro.

Un’ulteriore novità contenuta nel Dlgs semplificazioni riguarda la possibilità del lavoratore di revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale entro sette giorni dall’invio telematico delle stesse, che può avvenire anche tramite patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione. Secondo la precedente procedura attuale l’azienda deve invitare il lavoratore a convalidare entro 30 giorni le dimissioni presso le Dtl o i Centri per l’impiego, pena l’inefficacia per sempre delle stesse: un adempimento che con la nuova normativa verrà meno. 

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