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Jobs act, le nuove sanzioni

Jobs act: in arrivo nuove sanzioni per lavoro nero
L’articolo 22, comma 1 dello schema di decreto sulle semplificazioni prevede una profonda rivisitazione della cosiddetta maxisanzione per il lavoro nero.

E’ confermato il precetto che prevede l’impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con l’esclusione del datore di lavoro domestico. Viene, invece, superata la previsione che scomponeva la sanzione in una parte proporzionale e una fissa giornaliera, in favore di un sistema che articola la fattispecie in tre ipotesi, graduate secondo la durata del rapporto irregolare:

  1. da 1.500 a 9.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro;
  2. da 3.000 a 18.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro;
  3. da €6.000 a 36.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro.

Altra notevole novità consiste nella reintroduzione della diffida (articolo 13 Dlgs 124/04), la quale deve prevedere la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell’orario di lavoro non superiore al 50% dell’orario a tempo pieno, o con contratto a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi, nonché il mantenimento in servizio degli stessi per almeno tre mesi. La prova dell’avvenuta regolarizzazione, nonché del pagamento delle sanzioni e dei contributi e premi previsti, deve essere fornita entro il termine di 120 giorni dalla notifica del relativo verbale.

È prevista una maggiorazione sanzionatoria del 20% in caso di impiego di lavoratori stranieri, o di minori in età non lavorativa.

Infine, è espressamente escluso il concorso della maxisanzione con le sanzioni “formali”, quali quelle contemplate per l’omessa comunicazione di assunzione, per l’omessa consegna della dichiarazione al lavoratore, nonché per le omesse scritturazioni sul Libro unico del lavoro. Pertanto, in caso di lavoro sommerso si applica unicamente la maxisanzione.

Le altre sanzioni
In materia di orario di lavoro, è abrogata la disposizione che disponeva la decuplicazione delle sanzioni, con la conseguenza che trovano applicazione le previgenti, più miti, penalità.
In tema di sospensione dell’attività imprenditoriale (articolo 14 Dlgs 81/08), oltre a lievi ritocchi degli importi sanzionatori, è previsto che la revoca possa essere concessa subordinatamente al pagamento del 25% della somma aggiuntiva dovuta. L’importo residuo è maggiorato del 5% è deve essere versato entro sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza di revoca. In caso di mancato versamento o di versamento parziale dell’importo residuo entro detto termine, il provvedimento di accoglimento dell’istanza di revoca costituisce titolo esecutivo per l’importo non versato.

Per il Libro unico del lavoro (Lul) è previsto che, salvo i casi di errore meramente materiale, l’omessa o infedele registrazione dei dati che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da 500 a 3.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori, ovvero a un periodo superiore a 12 mesi, la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro. È precisato che la nozione di omessa registrazione si riferisce alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato di cui manchi la registrazione; mentre la nozione di infedele registrazione si riferisce alle scritturazioni dei dati diverse rispetto alla qualità o quantità della prestazione lavorativa effettivamente resa o alle somme effettivamente erogate. La mancata conservazione del Lul è punita con la sanzione da 100 a 600 euro .

In merito al prospetto paga, in caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore, o di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte, si applica la sanzione da 150 a 900 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori, ovvero a un periodo superiore a sei mesi, la sanzione va da 600 a 3.600 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.200 a 7.200 euro. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro adempia agli obblighi del prospetto paga attraverso la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, la legge, recependo l’indirizzo del Ministero del lavoro (confrontare la Circolare 23/2011) stabilisce l’applicazione esclusiva delle sanzioni relative al Lul.

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