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Ammortizzatori e ferie

I piani di solidarietà e la Cig parziale non bloccano le ferie
Le contrazioni o le sospensioni dell’attività lavorativa possono incidere sulla gestione delle ferie, non solo sulla maturazione dei ratei ma anche sul godimento dei periodi feriali previsti per i lavoratori.

I datori che sono interessati da situazioni di crisi, dunque, devono fare i conti con una gestione specifica dei giorni di ferie (il ministero del Lavoro ha fornito istruzioni ad hoc nell’interpello 19/2011 ). Vediamo, quindi, quali sono le regole da osservare.

La sospensione dell’attività
Con la sospensione totale dell’attività lavorativa, nell’attuazione di programmi di Cigo, Cigs o Cigd, in pratica, si verifica una sorta di “congelamento” del rapporto di lavoro e, pertanto, non c’è la necessità di consentire al lavoratore il recupero delle energie psicofisiche: l’esercizio del diritto al godimento delle ferie maturate e di quelle in corso di maturazione può – in questi casi – essere posticipato al momento della cessazione dell’evento sospensivo coincidente con la ripresa dell’attività lavorativa.

Non è invece giustificabile un eventuale differimento di concessione delle ferie (residue e infra-annuali) se si verifica una contrazione dell’attività lavorativa, con ricorso a procedure di Cig parziale o contratti di solidarietà: in questo caso, dovrà comunque essere garantito lo smaltimento “minimo” delle ferie, secondo le disposizioni di legge, per garantire al lavoratore il ristoro psico-fisico legato all’attività svolta, anche se in misura ridotta.

Infine, per quanto riguarda la maturazione delle ferie in costanza di ammortizzatori sociali, pur non esistendo previsioni normative ad hoc, il comportamento più consono da tenere è il seguente: nell’ipotesi di sospensione dell’attività, i ratei di ferie non maturano; durante le riduzioni dell’orario di lavoro o in presenza di sistemi di sospensione «a rotazione», invece, i ratei normalmente maturano secondo il criterio delle frazioni uguali o superiori a 15 giorni.

È sempre obbligatorio verificare la disciplina dettata dal Ccnl o prevedere direttamente le regole sulla maturazione dei ratei in occasione dell’esame congiunto e dell’accordo riferiti all’uso dell’ammortizzatore.

L’elaborazione del piano ferie
A parte i casi esaminati, la determinazione del periodo di ferie – in mancanza di disciplina contrattuale – è lasciata al datore di lavoro, come espressione del suo potere organizzativo dell’azienda, con il solo dovere di comunicazione preventiva al lavoratore.

Nell’elaborare il piano ferie, il datore deve però rispettare gli obblighi previsti dal Dlgs 66/2003, che individua tre periodi diversi di godimento delle ferie annuali maturate:

  • il primo, di almeno due settimane, da fruire in modo ininterrotto (su richiesta del lavoratore) nel corso dell’anno di maturazione;
  • il secondo, sempre di due settimane, da usare anche in modo frazionato, ma entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvi i più ampi periodi di differimento stabiliti dalla contrattazione collettiva;
  • il terzo periodo (se il Ccnl prevede più di quattro settimane di ferie annuali) può essere fruito anche in modo frazionato, ma entro il termine stabilito dall’autonomia privata, dal momento della maturazione.

Lo stop collettivo
Una gestione particolare è riservata alle cosiddette ferie collettive, il periodo di riposo che comporta una parziale o totale chiusura dell’attività lavorativa: il datore è tenuto a pagare la retribuzione per i soli giorni maturati ai dipendenti che hanno un residuo di giorni sufficiente a coprire l’intero periodo di chiusura aziendale, potendo comunque retribuire anche il periodo eccedente, anticipando le ferie che matureranno nei mesi successivi.

Durante le ferie collettive si può ottenere il differimento del termine del pagamento dei contributi Inps: il datore di lavoro deve presentare la domanda entro il 31 maggio di ogni anno.

L’Inps può autorizzare lo spostamento degli adempimenti di un solo mese, anche se il periodo feriale è fruito a cavallo di due mesi: la concessione presuppone l’esistenza di vere e proprie ferie collettive per le quali ci sia l’impossibilità materiale di effettuare gli adempimenti contributivi nei termini di legge.

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