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La nuova Cig con contributo addizionale

Per la Cig contributi ordinari ridotti ma quello addizionale varia in base all’utilizzo
In linea con quanto affermato nei principi contenuti nella delega, il decreto di riordino degli ammortizzatori sociali riformula i contributi di finanziamento della cassa integrazione ordinaria, prevedendo una generale riduzione dell’aliquota di quella ordinaria e una rimodulazione del contributo addizionale, secondo logiche e criteri diversi dal passato.

Contributo di base
I valori per le imprese fino a 50 dipendenti sono:

  • industria – operai, impiegati, apprendisti: 1,7%;
  • edilizia industriale e artigianale – operai 4,7%, impiegati 1,7%, apprendisti 4,7%;
  • lapidei industriali e artigiani – operai 3,3%, impiegati 1,7%, apprendisti 3,3%;

Per le imprese con oltre 50 dipendenti:

  • industria – operai, impiegati, apprendisti 2%;
  • edilizia industriale e artigianale – operai 4,7%, impiegati 2%, apprendisti 4,7%;
  • lapidei industriali e artigiani – operai 3,3%, impiegati 2%, apprendisti 3,3%.

Le aliquote si applicano sulla retribuzione imponibile previdenziale. La dimensione aziendale è pari alla media annuale dei lavoratori (compresi quelli a domicilio e gli apprendisti) che rileva dall’1 gennaio dell’anno successivo. Per le imprese che si costituiscono in corso d’anno viene considerato il numero dei dipendenti in forza alla fine del primo mese. A conferma della prassi in uso (circolare Inps 89/2003), l’azienda informa l’istituto di previdenza della consistenza iniziale e delle sole variazioni che incidono sulla misura dei contributi. Per la Cigs la contribuzione ordinaria resta allo 0,90% di cui 0,60% a carico dell’impresa o del partito politico e 0,30% a carico del lavoratore. Per le aziende che gravitano solo in orbita Cigs è dovuto il contributo dello 0,90% per gli apprendisti professionalizzanti, anche se per costoro l’intervento della cassa si limita ai casi di crisi aziendale.

Contributo addizionale
Il contributo addizionale, rispetto al passato, è unificato e vale sia per la Cigo che per la Cigs. Si tratta di un prelievo del 9% calcolato sulla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se avesse regolarmente lavorato nelle ore oggetto di integrazione salariale, concessa per 52 settimane in un quinquennio mobile. Se la Cig (ordinaria o straordinaria) è, invece, concessa per 104 settimane, nel medesimo arco temporale il contributo sale al 12 %, per attestarsi al 15% nei casi in cui l’intervento interessi un periodo più ampio. Si introduce, così, il criterio “chi più usa, più paga”.

Dal 1° gennaio 2016, inoltre, dovrà essere finanziato – per i soggetti interessati – il nuovo fondo di integrazione salariale che prenderà il posto del fondo residuale con un contributo pari allo 0,65% per i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti, ridotto a 0,45% da 5 a 15 dipendenti (in entrambi i casi i lavoratori contribuiranno per 1/3). In aggiunta, l’impresa che ricorre alle prestazioni dovrà versare un contributo addizionale pari al 4% della retribuzione persa a cui, in alcuni casi, si aggiungerà l’onere della contribuzione correlata.

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