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Stabilizzazione con estinzione degli illeciti per collaborazioni e partite Iva
La cancellazione delle collaborazioni a progetto e il ritorno delle collaborazioni coordinate e continuative a meri criteri di autonomia operativa riconducibili all’articolo 409 del codice di procedura civile rendono quanto mai utile che committenti e collaboratori, che hanno attivato contratti di collaborazione, aventi caratteristiche troppo simili a quelle del lavoro subordinato, ne valutino la sostenibilità.
Dal prossimo primo gennaio, infatti, scatta una presunzione (assoluta) di subordinazione per tutti quei rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Non più. Dunque, etero-direzione ma etero-organizzazione.

L’opzione
È di tutta evidenza che il disconoscimento della natura del contratto di collaborazione si riflette sulla gestione, anche pregressa, del contratto stesso. Al fine di evitare questo tipo di conseguenza, il committente può avvalersi della possibilità di “stabilizzare” i soggetti interessati, introdotta dall’articolo 54 del decreto legislativo, ma che sarà utilizzabile solo dal 1° gennaio 2016. Da tale data i committenti-datori di lavoro, che assumono a tempo indeterminato il collaboratore, potranno fruire dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro. L’assunzione può riguardare sia i soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, con o senza progetto, sia soggetti titolari di partita Iva con cui i rapporti di collaborazione siano stati intrattenuti a norma dell’articolo 69 bis del Dlgs 276/2003, ora abrogato.

Benefici e limitazioni
La sanatoria richiede che il lavoratore interessato sottoscriva, davanti alle apposite commissioni di conciliazione o di certificazione, la rinuncia a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro. Il datore di lavoro, inoltre, è tenuto a non recedere nei dodici mesi successivi all’assunzione, salvo che per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo. La sanatoria non opera, però, in relazione agli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione. Il committente, dunque, può adeguarsi alla previsione normativa. Nulla vieta, tuttavia, che egli decida di non attendere i termini per la stabilizzazione e scelga di assumere a tempo indeterminato il collaboratore già nel 2015. Va da sé che in tal caso si rinuncia alla sanatoria prevista. In alternativa, se vi sono i requisiti oggettivi e soggettivi, potrà fruire del beneficio contributivo triennale previsto dalla legge di Stabilità per il 2015 e utilizzabile, salvo proroghe, per le sole assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro la fine di quest’anno.

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