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Nuova fruizione per i congedi

Fruizione flessibile per maternità e congedi
Il decreto sulla conciliazione vita-lavoro contiene alcuni interventi per recepire le ultime sentenze della Corte Costituzionale, individua soluzioni su questioni interpretative e garantisce una maggiore flessibilità nella fruizione del congedo parentale. Nuovi sono anche l’incentivazione normativa a favore del telelavoro e il congedo per le vittime di violenza di genere.

Il decreto, adeguandosi a quanto stabilito dalla Corte costituzionale (sentenza 116/2011), introduce espressamente nel Dlgs 151/2001 una disciplina per i casi di ricovero del neonato in una struttura sanitaria. In questo caso la lavoratrice ha diritto, anche in caso di adozioni, di chiedere la sospensione del congedo di maternità fino alla data di dimissione del bambino.

Viene modificato poi l’articolo 24 per riconoscere l’indennità di maternità alla lavoratrice nell’ipotesi di licenziamento intimato per colpa grave (Corte costituzionale numero 405/2001), mentre l’articolo 13 del decreto introduce il diritto all’indennità di maternità a favore degli iscritti alla gestione separata Inps per i cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore in famiglia, alle condizioni e secondo le modalità definite con apposito decreto del ministero del Lavoro.

Viene esteso da 8 a 12 anni di vita del bambino il periodo entro cui è possibile fruire il congedo parentale e viene aumentato da 3 a 6 anni il periodo nel quale viene riconosciuta l’indennità economica (30% dello stipendio).

Dopo la scarsa applicazione da parte della contrattazione collettiva, il decreto introduce la possibilità di fruire il congedo parentale anche su base oraria. Un diritto ora riconosciuto per legge in assenza di una disciplina contrattuale. La fruizione su base oraria potrà avvenire in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale. Scende, a favore dei lavoratori, il periodo di preavviso nei confronti del datore per fruire del congedo: 5 giorni (in caso di assenze per giornata intera) e 2 giorni (assenza su base oraria).

La norma introduce poi maggiori tutele a favore degli iscritti alla gestione separata Inps che avranno diritto all’indennità di maternità in caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente e in caso di adozione (possibilità di rifiutare l’attività notturna).

I datori di lavoro privati che autorizzano il telelavoro per motivi legati a esigenze di cure parentali in forza di accordi collettivi potranno beneficiare dell’esclusione degli ammessi al telelavoro dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.

Le lavoratrici (comprese le co.co.co) inserite nei percorsi di protezione per episodi di violenza di genere (debitamente certificati dai servizi sociali) potranno astenersi dal lavoro per un periodo di tre mesi e con un preavviso al datore di almeno 7 giorni, con il diritto di percepire un’indennità e alla contribuzione figurativa per tale periodo.

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