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Collaborazioni ridotte e senza progetto

Collaborazioni da subito senza più progetto
Dal 1° gennaio 2016 si considerano rapporti di lavoro dipendente le collaborazione che si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
Non si parla più di etero-direzione, ovvero del potere direttivo e disciplinare proprio del datore di lavoro subordinato, bensì dell’organizzazione da parte di quest’ultimo delle modalità con cui la prestazione deve essere resa, venendo in tal caso meno quel principio di autonomia che è il presupposto delle collaborazioni coordinate e continuative.

Con l’entrata in vigore – il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – del decreto gli articoli da 61 a 69/bis del Dlgs 276/2003 sono abrogati e continuano ad applicarsi la regolazione dei contratti già in atto.

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa potrà, invece, essere ancora stipulato ma deve essere connotato dall’autonomia organizzativa del prestatore d’opera oltre che di quei requisiti di personalità della prestazione, continuatività e coordinamento che l’articolo 409 del Codice di procedura civile richiede per attrarre i rapporti di collaborazione nell’ambito delle procedure per le controversie in materia di lavoro.

La riconduzione alla disciplina del lavoro subordinato dei contratti di collaborazione privi dei requisiti previsti dal decreto non si applica alle collaborazioni per le quali gli accordi collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedano discipline specifiche sul trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive e organizzative. La previsione non si applica anche ai rapporti di collaborazione instaurati nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in albi e a quelli resi per fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantisti. Sono esclusi i rapporti di collaborazione aventi per oggetto le funzioni di amministrazione e controllo delle società e la partecipazione a collegi e commissioni. La nuova disciplina non si applica alle pubbliche amministrazioni almeno fino al riordino della materia in questo campo, però dal 1° gennaio 2017 è fatto loro divieto di stipulare collaborazioni.

Ai datori di lavoro del settore privato che dal 1° gennaio 2016 assumano con contratto subordinato a tempo indeterminato collaboratori coordinati e continuativi anche a progetto e titolari di partita Iva ex articolo 69-bis potranno fruire dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro a condizione che il lavoratore sottoscriva un atto di conciliazione per tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro e che il datore di lavoro non receda per almeno 12 mesi dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo. Rimangono, però, gli effetti degli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in precedenza.

 

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