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Apprendistato:novità

Apprendistato per chi resta senza impiego
Possibilità di iniziare l’apprendistato per la qualifica, diploma e la specializzazione professionale a 15 anni, invece degli attuali 17, e assunzioni con il contratto di apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, chi percepisce l’indennità di mobilità o il trattamento di disoccupazione. Queste sono alcune delle principali novità contenute nella versione del Dlgs circolata ieri.

Per quanto riguarda le tipologie di apprendistato inserite in un percorso scolastico, l’obiettivo è porre le basi di un «sistema duale», in cui il conseguimento dei titoli, del livello secondario di istruzione e formazione e del livello terziario, potrà avvenire anche tramite l’apprendimento presso l’impresa.

Come per altre tipologie contrattuali viene ribaltato l’ordine delle fonti normative, nel senso cioè che viene fissata la disciplina di fonte legale e rinviata ai Ccnl la disciplina degli ambiti non toccati dalla legge. Vengono direttamente stabiliti dal legislatore elementi quali la forma del contratto , i contenuti e le caratteristiche del piano formativo individuale, il licenziamento e il preavviso, il numero massimo di contratti e le coperture previdenziali.

La restante disciplina è invece rimessa agli accordi interconfederali e ai Ccnl, salvo rispettare alcuni paletti minimi previsti dal comma 5 dell’articolo 42, per esempio per quanto riguarda il trattamento economico, gli obblighi di conferma, la presenza del tutor, il prolungamento in caso di assenze involontarie.

Riguardo all’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale viene confermato che la regolamentazione dei profili formativi è rimessa alle Regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano . Per stipulare questo contratto il datore sottoscrive un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, secondo uno schema definito con prossimo decreto ministeriale che stabilirà gli obblighi formativi, nonché il monte ore massimo del percorso scolastico svolto in apprendistato.

La formazione potrà essere svolta all’interno dell’istituzione formativa per un massimo di ore pari al 60% dell’orario dell’ordinamento (per il 2° anno) e del 50% (per il 3° e 4° anno e per quello di specializzazione), senza obblighi retributivi in capo al datore di lavoro. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è dovuta una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta.

Anche per l’apprendistato di alta formazione e ricerca il datore di lavoro deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, in cui sarà definito, tra l’altro, il numero dei crediti formativi dello studente nel limite massimo di 60. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato è fissata dalle Regioni in accordo con le associazioni territoriali, nonché con le università, gli istituti tecnici superiori e altre istituzioni formative o di ricerca, per i soli profili che riguardano la formazione.

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