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Nuove deduzioni Irap: primi chiarimenti

Legge di Stabilità 2015: l’Agenzia emana le prime istruzioni per la riduzione dell’Irap
La legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014 , articolo unico, commi da 20 a 25) è intervenuta in modo importante sul costo del lavoro attraverso l’integrale deducibilità dalla base imponibile Irap del costo complessivo sostenuto per il personale dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato.
L’intervento agevola i settori labour intensive senza, però, operare discriminazioni: ai contribuenti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, infatti, viene attribuito un credito di imposta pari al 10% dell’Irap lorda utilizzabile in compensazione nell’F24. L’agenzia delle Entrate ha, ora, pubblicato la circolare 22/E/2015 che fornisce chiarimenti sulle nuove regole con particolare attenzione ai quesiti pervenuti dal mondo associativo.

La nuova deduzione
La novità si radica sul testo dell’articolo 11 del Dlgs n. 446/97; la norma introduce un nuovo comma (4-octies) che autorizza la deducibilità dalla base imponibile di un valore così determinato con la seguente formula: [Costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato – Deduzioni spettanti ai fini del cuneo fiscale per il costo del personale]
Sotto il profilo operativo:

  • non muta la regola generale di determinazione della base imponibile;
  • sono confermate le ordinarie “variazioni in diminuzione” dalla base imponibile;
  • si inserisce una nuova deduzione per il (residuo) costo del lavoro per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato.

Tecnicamente, dunque, la novità si dovrebbe tradurre in un’ulteriore riga del prospetto “deduzioni” della dichiarazione Irap.
Sotto il profilo soggettivo, l’agevolazione interessa i soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9, del Dlgs 446/97 (società di capitali ed enti commerciali, articolo 5; imprese individuali e società di persone, articolo 5-bis; banche e altri enti e società finanziari, articolo 6; imprese di assicurazione, articolo 7; esercenti arti e professioni, anche in forma associata, articolo 8; produttori agricoli titolari di reddito agrario ed assimilati, articolo 9).
Sono esclusi dall’agevolazione i soggetti che determinano l’agevolazione secondo il cosiddetto sistema retributivo in relazione all’attività istituzionale svolta, vale a dire:

  • gli enti che svolgono esclusivamente attività non commerciali (articolo 10);
  • le Amministrazioni pubbliche e gli organi costituzionali.

Su un argomento simile si apre la circolare che, al punto 1), ammette al beneficio anche le public utilities escluse, invece, dal beneficio relativo al “cuneo fiscale”.
Le risposte n. 3) e 4) intervengono, invece, sull’entità della spesa deducibile ammettendo la deduzione delle quote di Tfr maturate a partire dall’esercizio 2015, rivalutazione inclusa.
Per quanto concerne gli accantonamenti per eventuali oneri futuri connessi al rapporto di lavoro, l’Agenzia esprime l’avviso secondo cui trattandosi di poste di natura estimativa esse siano indeducibili come chiarito nella circolare n. 12/E/2008. Al contrario, i fondi relativi a oneri per il personale dipendente stanziati in bilancio in esercizi antecedenti l’entrata in vigore della norma, che sulla base della disciplina Irap non hanno trovato riconoscimento fiscale in sede di accantonamento, assumono rilievo – a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 – nel caso in cui si realizzi l’evento che ne ha determinato lo stanziamento in bilancio.
Facendo sistema tra le ultime due indicazioni, deriva un criterio generale di deducibilità in presenza di certezza dell’onere; da dedursi, quindi, nell’esercizio in cui si manifestano gli eventi.
La nota aggiunge che la deduzione è possibile ancorché gli oneri non siano imputati a conto economico in quanto portati a diretta riduzione degli accantonamenti operati.

Il credito di imposta per i soggetti privi di personale dipendente
Come accennato sopra, l’articolo 1, comma 21, della legge di Stabilità prevede l’introduzione di un credito d’imposta nella misura del 10% a favore dei soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del Dlgs n. 446/97 e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti.
L’Agenzia puntualizza che «stante il tenore letterale della norma» il beneficio sia riconosciuto solo in favore dei soggetti che non si avvalgano – in alcun modo – di personale dipendente, anche a tempo determinato. Si tratta di un’operazione asimmetrica rispetto all’intervento generale operato con la Stabilità ma evidentemente essa è fondata sulla formulazione letterale del provvedimento.

La rideterminazione della quota Irap deducibile
Il comma 25 prevede che la quota dell’Irap calcolata sul costo del lavoro, deducibile ai fini Ires, dovrà essere determinata dal 2015 al netto della nuova deduzione Irap introdotta dalla legge di Stabilità.
Su tale aspetto interviene il punto 7, richiamando la circolare n. 16/E del 14 aprile 2009: l’imposta regionale rilevante per il calcolo della deduzione spettante è quella versata nel periodo d’imposta a titolo di saldo del periodo d’imposta precedente e di acconto di quello successivo, nei limiti per quanto riguarda l’acconto dell’imposta effettivamente dovuta.
Nulla si dice sulla rideterminazione delle aliquote, mentre si dedicano un paio di risposte ad escludere dal beneficio i contratti a termine mentre sarebbe possibile la deduzione dei lavoratori somministrati se gli stessi sono impegnati a tempo indeterminato presso le agenzie per il lavoro.

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