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Formazione senza organismi paritetici: nessuna sanzione

Nessuna sanzione se la formazione dei lavoratori avviene senza gli organismi paritetici
Il ministero del Lavoro, con nota dell’8 giugno 2015, n. 9483 , chiarisce che nessuna sanzione può essere applicata al datore di lavoro per l’inosservanza dell’obbligo di erogare la formazione in materia di sicurezza in collaborazione con gli organismi paritetici.
L’articolo 37, comma 1, del Dlgs 81/2008 prescrive che il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza. A norma del comma 12, la formazione dei lavoratori deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici ove presenti. Tali organismi sono costituiti ad iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il Ministero specifica che il requisito della maggiore rappresentatività comparata deve sussistere in capo ad entrambe le associazioni, sia quelle dei datori,sia dei lavoratori. Secondo il Dicastero, ai fini della formazione dei lavoratori in materia di sicurezza, la collaborazione con tali organismi è un obbligo del datore di lavoro, qualora si riscontrino entrambe le condizioni richieste dal comma 12 dell’articolo 37 citato. La prima è che l’organismo paritetico sia stato costituito nel settore produttivo di riferimento, la seconda è che sia presente nel territorio di appartenenza dell’azienda. Peraltro, l’Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 ha stabilito che la collaborazione con gli organismi paritetici non impone al datore di porre in essere la formazione necessariamente con la loro partecipazione, ma solo di comunicare agli stessi l’iniziativa di formazione.

Il personale ispettivo dovrà verificare la presenza dei requisiti di maggiore rappresentatività comparata in capo ad entrambe le parti stipulanti il contratto collettivo nazionale. Il Ministero precisa che il mancato possesso dei requisiti, anche relativamente ad una sola parte, determina il disconoscimento, in sede ispettiva, della qualifica di “organismo paritetico”. Tali pseudo-organismi non possono svolgere l’attività di formazione in collaborazione con il datore di lavoro.

Tuttavia, precisa ancora il documento ministeriale, la legge non ha previsto alcuna sanzione per l’inosservanza dell’obbligo di collaborazione con detti organismi, né per la collaborazione con organismi non in possesso dei requisiti suddetti. Ne consegue che, in tali ipotesi, non possono essere applicate le sanzioni previste per la formazione non adeguata, come da prassi di talune sedi territoriali del Dicastero. Viceversa, il Ministero stabilisce che l’adeguatezza della formazione vada rapportata ai contenuti dell’Accordo Stato-Regioni sopra citato.

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