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Dimissioni: in arrivo ulteriore modifica

Dimissioni, ipotesi «ripensamento» entro sette giorni
Novità in arrivo per dimissioni e risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro.

Nel Dlgs sulle semplificazioni atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri (probabilmente martedì assieme ai restanti decreti attuativi del Jobs act), è allo studio una norma che supera l’attuale regolamentazione contenuta nella legge Fornero del 2012. La disposizione ipotizzata introduce una sorta di “clausola di ripensamento”, tecnicamente “diritto di revoca”, che il lavoratore può esercitare entro un arco temporale definito (si pensa entro 7 giorni). Altra novità, viene specificato che le dimissioni potranno essere rese solo su un modulo telematico scaricabile dal sito del ministero del Lavoro (per avere una data certa e tutelare la libera manifestazione di volontà del lavoratore che intende lasciare l’azienda). L’obiettivo è contrastare la pratica illecita delle dimissioni in bianco e semplificare la disciplina. Oggi ci sono due procedure piuttosto burocratiche per convalidare le dimissioni: una speciale per le lavoratrici madri, estesa anche ai lavoratori padri, ed una generale.

L’azienda deve comunque invitare il lavoratore a convalidare le dimissioni presso le direzioni del lavoro o i centri per l’impiego. E soprattutto se l’impresa si dimentica di fare questo “invito” entro 30 giorni le dimissioni si considerano inefficaci per sempre (ciò costituisce un problema per le imprese, per esempio nei casi di lavoratori extracomunitari, quando non si sa dove recapitare l’invito). Con le modifiche allo studio verrebbe meno l’invito a revocare, si introduce un modulistica telematica per comunicare all’azienda le dimissioni e si chiarisce il diritto di revoca.

Per Arturo Maresca (Sapienza, Roma) è fondamentale «che si unifichino le due procedure di convalida delle dimissioni, e poi che si facciano vere semplificazioni per garantire tutele, ma anche per evitare strumentalizzazioni e aggravi burocratici per le aziende». Per Pietro Ichino (Statale, Milano, senatore Pd) le «complicazioni previste dalla disciplina in vigore sono eccessive. Contro il fenomeno delle dimissioni in bianco è sufficiente esigere che le dimissioni vengano convalidate dal lavoratore con una controfirma sul modello Unilav di comunicazione dell’atto alla Direzione per l’Impiego. O prevedere un “diritto di ripensamento”, con la facoltà di revoca delle dimissioni, per esempio entro 48 ore».

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